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Attualità - Evidenza - Politica - Regione - 24 Luglio 2020

Rete Covid regionale, c’è il via libera del Ministero

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Rete Covid Regionale. Oramai è ufficiale, Roma ha detto sì, approvando una proposta di mediazione che alla fine ha accontentato un po’ tutti. Il Ministero ha dato il via libera al documento rivisto dal commissario ad acta Giustini, firmato anche dalla sub commissario Grossi e sponsorizzzato dal presidente della Regione Molise, Donato Toma. Il Cardarelli sarà dunque l’hub regionale di una rete di tre ospedali attrezzati per affrontare un eventuale ritorno del Coronavirus, la temuta seconda ondata. E già si lavora per realizzare il progetto in meno di 5 mesi, altrimenti è pronto il piano B, con moduli esterni al Cardarelli.

Al Molise andranno poco meno di 10 milioni di euro, oltre agli interventi sul Cardarelli, a Termoli e Isernia ci saranno rispettivamente 3 e 2 rianimazioni in più, dedicate al Covid, con potenziamento del pronto soccorso; a Larino, tramontata l’ipotesi del centro regionale delle malattie infettive, è prevista l’attivazione del centro di riabilitazione regionale dei pazienti guariti dal virus.

Un provvedimento atteso, che tra l’altro aveva generato forti contrapposizioni, e che ora pone le basi perché il Sistema sanitario regionale possa essere pronto rispetto ad un’eventuale nuova ondata dell’epidemia, come del resto lo è stato in questi mesi – afferma il governatore Toma – che esprime soddisfazione perchè, a suo avviso, il Piano risponde a tutti i requisiti richiesti dalle recenti disposizioni in materia sanitaria e offre ai cittadini molisani maggiore tutela e appropriatezza nelle cure.

Chiaramente c’è da ascoltare anche l’altra campana, che vede le cose in maniera opposta, come Pd, Grillini e in particolare Michele Iorio, sempre favorevoli ad un unico centro Covid regionale. La soluzione scelta, per l’ex governatore, è la peggiore perchè si vuol continuare a gestire la patologia Covid in ospedali chiamati a far fronte anche a tutte le altre patologie. Una soluzione che aumenta i rischi di contagio al contrario di un unico centro, come Larino, dove sarebbero stati isolati e trattati solo i pazienti Covid di tutta la regione.

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