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Apertura - Attualità - Evidenza - Politica - Regione - 11 Luglio 2020

Regione, forse a inizio settimana le prime mosse del presidente

Il dado sembrava essere tratto, ma poi si è capito che la partita a scacchi della politica regionale potrebbe anche restare nel congelatore, almeno fino alle prossime elezioni di settembre.

Per ora resta tutto nelle mani di Donato Toma, chiamato a decidere cosa fare e, soprattutto, quando farlo. Due le ipotesi, altrettanto credibili.

La prima vorrebbe che già i primi giorni della prossima settimana scatti il ricambio, chiesto all’unanimità da tutti i consiglieri regionali, e cioè la sostituzione di Michele Marone nell’esecutivo, con tutto quello che ne conseguirebbe, ovvero l’ingresso di Aida Romagnuolo in giunta e l’impegno ad assegnare due posizioni rispettivamente a Quintino Pallante e Salvatore Micone, uno nell’esecutivo e l’altro alla presidenza del Consiglio, o viceversa. Ma c’è un problema, mentre sulla fuoriuscita di Marone c’è l’unanimità, sull’organigramma successivo non c’è accordo, mancando tre firme su undici. Ciò non toglie però che gli undici di maggioranza abbiano comunque rimesso tutto nelle mani del presidente, in sostanza è lui che dovrà scegliere e loro si sono detti pronti a sostenerlo, anche perchè il rovescio della medaglia è che si rischia di tornare a casa e nessuno degli undici consiglieri ed assessori sembra entusiasta di riprendere le rispettive vecchie attività o inattività.

Secondo scenario è quello del congelamento dell’attuale situazione, Toma la scusante ce l’ha ed è quella del mancato accordo sulla sistemazione delle caselle del post-Marone, quindi non sarebbero sue le responsabilità. Oltretutto e qui entriamo nel campo degli equilibri nazionali, le indiscrezioni dicono che la Lega avrebbe dato il via libera alle candidature di Caldoro, in Campania, e di Fitto, in Puglia, solo dopo che in Molise le era stato restituito il posto che le spettava nell’esecutivo. E Toma, su questo argomento, si sarebbe anche sentito con i vertici dei tre partiti del Centrodestra, perchè Fitto è stato indicato da Fratelli d’Italia e Caldoro da Forza Italia, quindi l’assessorato alla Lega è stato visto come una sorta di compensazione a livello nazionale. Per questo motivo di real politik c’è il rischio concreto che tutto finisca in freezer almeno fino a dopo le Regionali di settembre. Alla fine, l’unica cosa certa è che il coltello dalla parte del manico continua ad averlo Donato Toma che ai suoi l’ha detto e ridetto: trovate un accordo e procediamo e se non lo trovate faccio da solo. L’inizio della prossima settimana sarà decisivo, se non succede niente, tutti rimandati a settembre.

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