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Attualità - Evidenza - QD - Trivento - 11 Luglio 2020

Lavori mai completati del Country hospital di Trivento, l’ex sindaco Farina chiede l’intervento di Corallo

Lavori mai completati del Country hospital, l’ex sindaco Farina chiede l’intervento di Corallo. “Ho letto sui giornali e sui social che il sindaco di Trivento ha chiesto al presidente Toma e all’assessore Cotugno il potenziamento di alcuni servizi e personale in più per il poliambulatorio di Trivento – scrive Tullio Farina – Bene ha fatto, ma la sua richiesta è stata molto riduttiva e limitativa poiché la questione del poliambulatorio è molto più ampia e delicata è chiama in causa sia lui che gli altri due sindaci che si sono avvicendati dal 2009 a tutt’oggi. E’ noto a tutti ed è sotto gli occhi di tutti l’ampliamento della struttura sanitaria, iniziato dal 2006, quando sindaco era proprio il dottor Corallo, ampliamento che allo stato attuale rappresenta solo un grosso catafalco che non solo fa solo da ombra all’attuale struttura, ma ha ridotto di molto l’area di parcheggio tanto che oggi non solo non è possibile parcheggiare facilmente nell’area antistante la struttura, ma non è neanche possibile entrare dall’ ingresso principale. Nel 2006 gli oppositori pro tempore, che poi sarebbero stati i futuri sindaci, presentarono una interrogazione per sapere notizie sui lavori, ma una volta sindaci si sono poi limitati a prendere atto dello stallo dei lavori per cui ancora oggi permane la situazione di immobilismo che ha procurato solo danni funzionali nonché di immagine alla struttura già esistente. Fatto sta che dal 2006 al 2020 quello che avrebbe dovuto essere il cosiddetto “Country hospital”, fiore all’occhiello dalla sanità triventina non è altro che un grande scatolone ingombrante e privo di ogni servizio. Tutti i sindaci in carica hanno vantato importati amicizie politiche chi con Cotugno, chi con Niro, chi con Frattura ma tali amicizie non hanno prodotto alcun frutto se non voti agli amici altolocati. Perché non è mai stata data alcuna risposta sull’immobilismo di oltre 15 anni che ha fatto si che l’ampliamento realizzato restasse solo un grande catafalco?  Cosa hanno fatto i vari sindaci dal 2006 ad oggi per rimuovere una situazione stagnante e paludosa quale quella che permale da ben 14 anni. I lavori iniziati nel 2006 e ancora non terminati altro non sono che un classico esempio di sperpero di somme pubbliche senza ottenere un risultato finale ed avrebbero dovuto spronare e sollecitare tutti gli amministratori a fare qualcosa per dare ai cittadini quei servizi che pagano con le loro tasse. Al contrario sono stati solo motivo per le varie campagne elettorali per procacciare voti per se stesi e per gli amici importanti. Nel 2016 come consigliere comunale presentai anche una articolata interrogazione consiliare sul fermo dei lavori, ma la risposta è quella della situazione di fatto della struttura ancora ferma al palo. Pertanto, per non arrivare ad un‘altra campagna elettorale dove tutti prometteranno la luna nel pozzo, gabbando ancora una volta gli elettori, sarà bene iniziare già da adesso a pretendere l’ultimazione dei lavori per giungere finalmente ad avere il “Country hospital” promesso a suo tempo. Il sindaco Corallo deve comprendere che quando un abito è logoro non occorre mettere pezze e rattoppi, ma occorre un vestito nuovo. Perciò si attivasse – chiude Farina – per completare l’opera iniziata da lui dal 2006 che è rimasta come Margutte, personaggio buffo perché mezzo gigante, del “Morgante”, poema epico di Luigi Pulci”.

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