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Apertura - Attualità - Evidenza - Politica - Regione - 8 Luglio 2020

Regione, tregua nella maggioranza ma la “pace” è ancora lontana

Il peggio è passato, così verrebbe da dire agli osservatori meno attenti sull’attuale momento politico regionale. La verità è solo quella che Donato Toma ha superato lo scoglio della sfiducia, pericolo che ha apparentemente ricompattato la maggioranza, ma i mal di pancia del Centrodestra restano tutti, perchè se è vero che nessuno tra i dodici vuol tornare a casa e rinunciare a stipendi e gettoni da capogiro, è altrettanto vero che Micone e Di Lucente, nei loro interventi in aula, hanno di nuovo fatto suonare la sirena dell’allarme per Donato Toma. Entrambi hanno detto che la maggioranza naviga a vista, che non si accettano diktat da entità esterne al consiglio e che il governatore la vera fiducia della maggioranza se la dovrà guadagnare nei prossimi giorni.

Linguaggio cifrato, politico, da addetti ai lavori, ma è chiaro che Micone e Di Lucente, le due punte del cosiddetto schieramento civico, hanno come obiettivo quello di discutere di giunta e presidenza del consiglio, prossima alla scadenza dei primi trenta mesi. Proprio per questo le voci dicono che già nelle prossime ore ci sarà una riunione ristretta tra Donato Toma, il presidente del Consiglio Micone e il sottosegretario Quintino Pallante. Il governatore punta ad un accordo e punta a portare e far votare quell’accordo in maggioranza per condividere le scelte. Quindi ancora mare grosso per il battello pilotato da Donato Toma.

E anche l’apertura di Michele Iorio deve essere valutata con attenzione, l’ascia di guerra non è ancora stata seppellita, del resto l’ex presidente lo ha detto chiaro e tondo: sono disponibile a rientrare nel perimetro della maggioranza, ma vanno rivisti metodi, dialettica interna e bisogna lanciare anche un messaggio preciso con la rotazione dei dirigenti apicali della Regione.

Sia per quel che riguarda Micone e Di Lucente, sia per quel che riguarda Iorio, Donato Toma ha capito dove vogliono andare a parare. Bisogna voltare pagina e per davvero, più semplice a dirsi, che a farsi.

Insomma, per il momento è tregua, ma la pace sembra essere ancora lontana.

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