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Apertura - Evidenza - Senza categoria - 8 Luglio 2020

Pacchetto grandi opere, il Molise resta fuori dalla ‘torta’ da duecento miliardi di euro

Una rivoluzione senza precedenti, l’ha definita il premier Conte, al termine dell’incontro fiume a palazzo Chigi, al termine del quale è stato predisposto il pacchetto grandi opere.
Una scommessa da 200 miliardi che prevede il via a 130 opere, con norme facilitate per assegnare lavori al di sotto dei cinque milioni. Sul piano legislativo sarà anche alleggerito l’abuso d’ufficio, per evitare rallentamenti nell’iter burocratico.
Ma da questa grande rivoluzione è scomparso il Molise. Nella lista dei progetti prioritari ci sono il Mose di Venezia, la Gronda di Genova, la Salaria, la statale 106 Ionica, le dighe in Sardegna. La parte del leone la fa il sistema ferroviario, per il quale il nostro territorio è interessato solo per il raddoppio della Termoli Lesina.
Ma la fascia centrale della penisola, quel territorio per anni definito cerniera e considerato strategico per il collegamento fra il Tirreno e l’Adriatico è stato del tutto ignorato. L’intero Molise, l’alto Sannio, il basso Lazio restano terra di nessuno.
Lo ha ricordato anche l’assessore ai trasporti, Vincenzo Niro, citando la frana di Petacciato, tra le più grandi in Italia. Se dovesse malauguratamente rimettersi in moto, ha detto Niro, il collegamento fra Adriatico e Tirreno e quello ferroviario nord-sud andrebbero in tilt. L’assessore ha anche rivelato di aver sollecitato più volte il tema al ministro dei lavori pubblici, Paola De Micheli, che però non ha mai risposto alle richieste di un incontro negli ultimi dieci mesi.
A questo punto, ad essere chiamata in causa, oltre a un eventuale intervento alla conferenza delle Regioni, è anche la sparuta delegazione dei parlamentari molisani. Lo spiraglio, per non rimanere a bocca asciutta al tavolo di questa gigantesca torta miliardaria, l’ha lasciato aperto proprio Conte.
Dopo il voto in consiglio dei ministri, il premier ha dichiarato che il pacchetto delle opere è approvato e ora se la vedranno i tecnici, salvo intese.
Ed è proprio quel salvo intese che certifica che l’accordo politico su quella che è stata considerata la madre di tutte le riforme non è stato ancora perfezionato. Ed è in questa fessura che il Molise ha l’obbligo di infilarsi. Strade e ferrovia: le infrastrutture di cui il territorio molisano ha vitale bisogno.
Il decreto sulle grandi opere non c’è ancora. E su questo carro bisogna salire al più presto se si vuole evitare che quel tratto di penisola che separa i due mari resti solo una bellissima idea incompiuta.

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