Home Provincia di Isernia Agnone Agnone. Ecco le indicazioni strategiche per la riorganizzazione dei servizi al Caracciolo

Agnone. Ecco le indicazioni strategiche per la riorganizzazione dei servizi al Caracciolo

Un documento tecnico, con richieste concrete e mirate, attuabili in breve tempo e a costi sostenibili. Da Agnone è arrivato un messaggio chiaro ai commissari e al ministero della Salute: il Caracciolo può avere un futuro, basta rendere operativi quei servizi essenziali previsti per gli ospedali di area particolarmente disagiata. Il documento è stato presentato dal consigliere regionale Andrea Greco, durante un incontro organizzato nell’ex convento dei padri cappuccini, al quale hanno preso parte diversi sindaci, amministratori e operatori sanitari dell’Alto Molise e delle province abruzzesi di Chieti e L’Aquila. Presenti all’incontro anche il senatore Fabrizio Ortis, i consiglieri regionali Micaela Fanelli e Vittorio Nola, oltre all’ex manager della asl agnonese Giovanni Di Pilla, che insieme a don Francesco Martino e al dottor Franco Paoletti ha contribuito alla stesura del documento. In particolare le indicazioni strategiche per la riorganizzazione dell’ospedale Caracciolo prevedono l’attivazione del pronto soccorso di area particolarmente disagiata, il day surgery e l’attività ambulatoriale, il laboratorio analisi e di radiologia, l’emodialisi, il potenziamento del reparto di medicina, l’ammodernamento tecnologico della struttura e – ultimo ma non ultimo – la creazione di un centro regionale di reumatologia. Il documento, che ora dovrà essere sottoscritto dai sindaci, la settimana prossima sarà sul tavolo dei commissari e del vice ministro alla Salute Pierpaolo Sileri, che – ha annunciato Greco – nelle prossime settimane tornerà nell’ospedale altomolisano, dove ha mosso i primi passi da chirurgo, per ribadire un concetto: chiudere questa struttura sarebbe un vero e proprio sacrilegio. Piena condivisione del documento anche da parte del vescovo della diocesi di Trivento, mons. Claudio Palumbo: lo ha benedetto con l’augurio che possa diventare operativo al più presto. Il Caracciolo – ha commentato – è importante, perché l’unico presente in una diocesi che abbraccia un territorio in cui vivono oltre 30mila persone.

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