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Magistratura corrotta? Quisquilie

Ho mancato qualche appuntamento con i lettori perché ho adottato una specie di ‘social distancing” dalla politica. Mi piace dialogare con persone in buona fede, mentalità aperta disposta ad ascoltare e possibilmente cambiare opinione. Finire una discussione senza un accordo è sintomo di democrazia, non raggiungere invece un accordo perché convinti di essere i depositari della verità è tutt’altro.
Un dibattito politico è diverso da un dibattito post-partita tra tifosi della curva sud. Se non altro perché nel secondo si discute sull’assegnazione di uno scudetto alla Roma (è solo una barzelletta), nel primo è in gioco il posto di lavoro e il futuro dei nostri figli.


Due esempi di dibattiti fasulli: l’assassinio di George Floyd, il giovane di colore ucciso da un poliziotto negli Stati Uniti, e le registrazioni sulle deviazioni della magistratura italiana. Si tratta di due cose gravissime che comunque non avrebbero dovuto sorprendere nessuno.
Il razzismo, purtroppo, esiste ovunque. Ma l’altro grosso problema è che sono in pochi coloro che lo combattono veramente. Spesso viene usato solo per portare avanti un dibattito politico di parte. L’uccisione di Floyd, perché di uccisione si tratta, è la conseguenza di una mentalità razzista che contagia tutti, soprattutto le forze di polizia negli Stati Uniti ma anche in altre parti del mondo, incluso l’Italia. Purtroppo la morte di Floyd è stata usata per una campagna anti-Trump. Quest’ultimo fa un buon lavoro da solo per squalificarsi, ma ciò non basta a coloro, in questo caso i Democratici, che da vari anni si sono dimostrati incapaci di presentare un piano politico serio. Sperano di colmare questa incapacità nascondendosi dietro alle scellerataggini mediatiche dell’attuale presidente. Da tenere presente che Trump si trova alla Casa Bianca non per meriti suoi, ma per incapacità dei suoi oppositori.
Alla giusta indignazione per l’assassinio di Floyd si sono quindi sostituiti i parassiti ideologici che hanno cercato di far capire che Trump sia la causa del razzismo e Cristoforo Colombo il suo sponsor storico. Fra poco si processeranno tutti i gladiatori romani usando il codice di Bonafede e si chiederà l’abbattimento del Colosseo. E passi che non sanno ancora dirci chi ha abbattuto l’aereo su Ustica e perché Aldo Moro non è stato salvato. E così tra Colombo a Trump il nome di Floyd tornerà presto nell’anonimato fino a quando un altro giovane di colore verrà ucciso e allora tutti di nuovo ipocritamente in piazza a inginocchiarsi.
E parliamo di Saponara. C’è poco da dire: i giudici sono accusati di avere mandato in carcere persone per motivi politici. Eravamo abituati ai magistrati aggiusta-sentenze per coprire la mafia o amici corrotti; per trovare giudici che mandavano in carcere oppositori politici bisogna andare un po’ più indietro, in altri regimi.
Ti aspetti un sollevamento di scudi da parte di tutti. Si tratta di un attentato alle istituzioni democratiche italiane che già da tempo hanno le gambe molli. Invece il dibattito, che impropriamente definiamo politico, si sposta tra i pro e i contro Berlusconi. C’è chi lo vuole santo subito e chi invece ha intensificato la campagna contro colui. Rischiano di vedere riabilitato colui che avevano elevato a simbolo del male usato per coprire la loro nullità politica. Ovviamente senza dimenticare di mettere Matteo Salvini nel mazzo. Sui social media (per carità di patria evito di parlare della stampa convenzionale) impazzano gli anti-Salvini con argomentazioni anche divertenti (qualcuno ha detto che intende tagliargli le dita per impedirgli di fare politica) incolpandolo di tutto ciò che sta succedendo in Italia. Ci si dimentica di un piccolo dettaglio e cioè che Salvini è all’opposizione da circa un anno. Al governo c’è Giuseppe Conte, uno che verrà proposto per il Nobel per la fisica essendo riuscito a sconfiggere le leggi della gravità mantenendo in piedi un governo che si sostiene sul nulla. Anzi, ci riesce con l’aiuto di un altro Matteo, un prestigiatore capace, come Sant’Antonio, di stare in due posti nello stesso momento, cioè al governo e all’opposizione.
Di quale dibattito politico dunque parliamo?
Il centro-destra cerca una leadership facendo il gioco delle tre carte dietro alle quali vi sono i volti di Berlusconi, Salvini e Meloni. Il centro sinistra cerca di invece ancora capire quale sia la destra e quale la sinistra con un leader, l’incolore Giuseppe Zingaretti, che procede a zig-zag, mentre l’altro Matteo, vero Tarzan della politica italiana, si aggrappa a qualsiasi liana pur di rimanere in auge.


Nel frattempo Conte gira per l’Europa elemosinando miliardi che gli vengono promessi ma quando torna in Italia si accorge che sono come i soldi del Monopoli, carta straccia; la sinistra vera si è ritirata sull’Aventino in attesa di tempi migliori o di aver trovato qualcosa da dire; il PD ha un leader ma ancora nessuno lo dice a Zingaretti; Forza Italia ha invece un leader ma ancora non dicono a Berlusconi che il suo partito ha fatto la fine del Partito Monarchico; c’è quindi Salvini e la Lega che sembravano una squadra rinnovata ma che poi perde sempre ai calci di rigore.
In questo vuoto ideologico e politico c’è chi vuole Berlusconi santo subito e chi vuole tagliare le dita a Salvini. Il razzismo e la magistratura corrotta sono quisquilie, direbbe il grande Totò.

 

di Angelo Persichilli

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