Home Attualità Venafro. Salta anche la festa della Madonna delle Grazie, via libera solo ai riti religiosi

Venafro. Salta anche la festa della Madonna delle Grazie, via libera solo ai riti religiosi

Altra ricorrenza festiva popolare di Venafro falcidiata dal covid che, dopo aver portato alla tomba (e purtroppo continua a farlo !) tante migliaia di persone in ogni angolo della Terra, non smette di arrecare problemi di non poco conto all’economia, al lavoro ed alla ripresa in generale, costringendo attività, iniziative e persone a restar ferme al palo, praticamente inchiodate loro malgrado all’inoperosità. E’ il caso della Festa della Madonna delle Grazie (1 e 2 luglio) che a Venafro per tradizione si festeggia sotto il profilo religioso nella chiesetta rupestre pedemontana alle spalle di Castello Pandone e relativamente agli appuntamenti civili, ma questo per il passato, sull’accogliente Piazza Totò, ex Piazza Castello. Ebbene quest’anno, causa covid, la Festa della Madonna delle Grazie di Venafro si celebrerà solo in chiave religiosa, con l’annullamento di tutti gli appuntamenti civili tradizionali. Conseguentemente ecco la ricorrenza delle Grazie 2020 : quest’oggi, h 18 e 30, chiusura della novena con la s. messa nella cappella della Madonna e domani, h 8.00, s. messa nella stessa cappella ed h 18.30 rito religioso conclusivo sulla piazza del Castello, appunto piazza Totò. Tale ultima celebrazione, che di fatto chiuderà l’intera ricorrenza, sarà trasmessa anche in diretta streaming sulla pagina facebook “Oratorio Mons. Armando Galardi”. Solo festa religiosa quindi per la Madonna delle Grazie di Venafro e stessa sorte, ormai è inevitabile, anche per la Festa del Carmine del 15 e 16 luglio sempre a Venafro. Se n’era proposta l’effettuazione per intero, ossia sia religiosa che civile, ma dalle istituzioni preposte non sono arrivati gli assensi necessari il che appunto costringerà solo ai riti religiosi, con conseguenti perdite per economia, lavoro e socializzazione in genere. Un gran peccato per l’occupazione e le finanze di tanti che dalle feste popolari traevano il necessario per vivere.
Tonino Atella

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