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Sport - 29 Maggio 2020

Atletica, campo Nicola Palladino a pochi giorni dalla riapertura regna il degrado

Il campo di atletica leggera Nicola Palladino versa veramente in condizioni di allarmante degrado. Non è stato mai fortunato l’impianto di Contrada Fontanavecchia, fin dalla sua inaugurazione avvenuta più di 50 anni fa,esattamente nella primavera del 1966. Problemi strutturali per anni hanno devastato la struttura delle piste,con una frana che per lunghissimo tempo ha interessato la curva più lontana dagli spogliatoi. Risolta finalmente questa problematica,ora è soprattutto la manutenzione che preoccupa tutti gli utenti. La situazione al momento è la seguente,il campo è aperto solo per gli atleti di rilevante interesse. Ma il prossimo 3 giugno è prevista la riapertura per tutti,la mattina per chiunque vorrà approfittarne per praticare attività sportiva,il pomeriggio solo per le Società Sportive,che potranno riprendere così gli allenamenti.Naturalmente secondo le modalità che dovranno essere stabilite di concerto con le autorità istituzionali per l’emergenza sanitaria che ha coinvolto anche il mondo dello sport e delle sue strutture. In attesa,lo stato dell’impianto Nicola Palladino è di assoluto degrado.

Erbacce dovunque,siepi che si sono create uno spazio che non avevano,spogliatoi abbandonati e con evidenti segnali di allarme igienico-sanitario. Una situazione pesante,che non fa di certo onore all’amministrazione comunale di Campobasso,che dovrebbe gestire direttamente il campo con tutti i suoi annessi. In realtà l’assessore allo sport Luca Praitano ha promesso ai rappresentanti delle Società di essere pronto ad intervenire per restituire dignità ad un impianto che ha dovuto attraversare problemi,come dicevamo,di vario genere. Ed allora che intervenga,perché probabilmente è arrivato il momento. In attesa di mettere in cantiere il bando per l’assegnazione della gestione a qualche Società,anche se in realtà l’unica che potrebbe essere interessata è la Fidal,perché si tratta di un impianto difficile da gestire per una serie di considerazioni oggettive e pratiche.  Ma il Comune ha il dovere di preservarne l’integrità,essendo un patrimonio immobiliare di sua proprietà.

di Antonio di Lallo

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