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Sport - 27 Maggio 2020

Serie D, 31 presidenti diffidano la Figc

Continuano le problematiche relative alla Serie D. 31 presidenti, rappresentanti delle società retrocesse a tavolino, hanno deciso di prendere una pesante e ferma posizione contro la FIGC e LND. Dopo il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, 31 club di Serie D hanno emesso un comunicato contro la decisione della LND di sospendere i campionati e di far retrocedere 4 squadre in Eccellenza per ogni raggruppamento. Annunciata anche la diffida per la FIGC. I 31 club propongono di bloccare totalmente le retrocessioni per la stagione sportiva corrente, aumentando le squadre della Serie D nella stagione 2020/2021.

Tra le società anche la Jesina (in foto), presente nel girone delle molisane

Questa la nota stampa: “Si fa seguito alla illegittima, irricevibile ed umiliante proposta dell’ultimo Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti che vorrebbe sancire oltre che la sospensione dei campionati pure la retrocessione delle ultime quattro squadre classificate di ogni raggruppamento senza che queste ne avessero terminato sportivamente la disputa (ed impedendo loro di ottenere la salvezza sul campo); peraltro, in un momento storico terrificante a causa del Covid-19 (saremmo l’unico esempio negativo di tutto il panorama nazionale). Per tali ragioni, si è ritenuto doveroso, in data odierna, diffidare la FIGC dal recepire la aberrante proposta della Lega Nazionale Dilettanti con l’avvertimento che, in difetto, si faranno tutta una serie di azioni giudiziarie a tutela di diritti violati sportivi e patrimoniali. Della circostanza sono stati resi edotti il Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte, il Ministro della Sport Dott. Vincenzo Spadafora, il Ministro del Lavoro e delle politiche Sociali Dott.ssa Nunzia Catalfo ed il Presidente del CONI Dott. Giovanni Malagò. A parte la mancanza di ratio sportiva e giuridica della proposta di cui sopra,  ciò che ne scaturirebbe sarebbe molto grave, ovvero la possibilità di mancata iscrizione di 36 realtà sportive di tutta Italia, di importante riferimento nel territorio di appartenenza (molte delle quali colpite pesantemente dalla pandemia), che non accetterebbero tale bulgara retrocessione, non iscrivendosi più a nessun campionato; con la conseguenza che verrebbero meno anche i relativi settori giovanili che ospitano migliaia di atleti di ogni categoria, con un impatto su tante famiglie. In merito, abbiamo già ricevuto l’appoggio di tutte le amministrazioni locali che si sono impegnate a coadiuvarci in questa nostra “battaglia” sportiva e sociale.”

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