Home Attualità Venafro. Mese di San Nicandro, il rettore Vicedomini: accessi limitati in basilica

Venafro. Mese di San Nicandro, il rettore Vicedomini: accessi limitati in basilica

Dal 17 maggio scorso è iniziato in Basilica a Venafro il “Mese di San Nicandro”, i trenta giorni di preghiere e celebrazioni in onore dei Santi Martiri della città Nicandro, Marciano e Daria che si concluderanno il prossimo 18 giugno. Riti e preghiere che secondo storia e fede preparano spiritualmente ai festeggiamenti patronali del 16, 17 e 18 giugno, che quest’anno avranno i soli riti religiosi e saranno in chiave ridotta causa covid. Di tale “Mese di San Nicandro”, rimasto purtroppo orfano della tradizionale processione del 17 maggio col Busto argenteo del Patrono San Nicandro, parliamo col Rettore della Basilica e Custode alla Tomba dei Santi Martiri, Fr. Cosimo Vicedomini : “A giorni -inizia il religioso- uscirà un manifesto per informare la popolazione dei nuovi orari e delle modalità del “Mese di San Nicandro” appena iniziato, che deve fare i conti con le restrizioni imposte dal covid 19”. Anticipazioni al riguardo ? “Per la prima volta -spiega Fr. Vicedomini- abbiamo orari diversi di preghiere e sante messe nel corso della giornata. Alle h 6.30 sul sagrato della Basilica c’è l’esposizione del Santissimo Sacramento, quindi le preghiere contro il virus, il responsorio, la benedizione ed il canto corale dell’Inno ai Santi Martiri, il tutto concluso intorno alle 6,45. Alle h 12,00 invece all’interno della Basilica -e con capienza ridotta ad massimo di 45 fedeli rispetto ai 100/120 del passato- ci sarà la Santa Messa, rito che si ripeterà anche alle h 19.00”. Com’è quest’anno la partecipazione popolare al “Mese di San Nicandro”? “Siamo appena all’inizio -prosegue il Rettore del luogo di culto- ma è già soddisfacente. Siamo ad una partecipazione di 20/25 fedeli che spero aumentino nei prossimi giorni. Capisco la novità rappresentata dagli orari, ma mi auguro che i venafrani si adeguino alle innovazioni partecipando ai riti, importanti per avvicinarci spiritualmente alle festività patronali di metà giugno, che quest’anno saranno diverse dal solito sempre a causa del covid 19”.

Tonino Atella

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