Il boss di Pomigliano aveva scelto Bojano, come quartier generale per i suoi affari. Legato al clan dei Rega, dopo il divieto di dimora in Campania, si era trasferito ai piedi del Matese, dove aveva stretto rapporti con il giro che ruotava attorno al Luxuria, il night di San Massimo e alla rete dello spaccio bojanese.
In città il punto di riferimento era una casa in cui l’associazione di 7 persone gestiva il traffico di stupefacenti. Tra le persone arrestate a Bojano questa mattina anche madre e figlio. Nelle indagini è coinvolto anche un ex assessore comunale, indagato per favoreggiamento.
Al Luxuria la droga veniva smerciata soprattutto ai clienti del night, ma la rete era arrivata anche a Campobasso.
I carabinieri e i finanziari, guidati dalla procura distrettuale antimafia, avevano messo il clan nel mirino da un paio d’anni. E tra appostamenti e intercettazioni hanno messo in archivio qualcosa come duemila e cinquecento azioni di smercio di stupefacenti.
Secondo la procura i pregiudicati campani, già affiliati a clan della camorra, avevano cominciato ad investire i ricavi dello spaccio in due imprese molisane che operano nel settore della commercializzazione del pellet, il combustibile per le stufe, vendendolo a prezzi fuori mercato e diventando in questo modo, giorno dopo giorno e potendo attuare una concorrenza sleale i monopolisti assoluti in regione.
I debitori, nel classico stile del metodo mafioso, venivano minacciati di gravi ritorsioni. Una trentina di persone, sotto la guida del boss di Pomigliano d’Arco, erano diventati una vera e propria organizzazione, i cui confini non sono ancora del tutto delineati. L’asse Bojano Pomigliano e Castello di Cisterna, aveva poi ramificazioni a Campobasso, Isernia, Napoli, Afragola, Benevento e Torremaggiore, in provincia di Foggia. Una delle ordinanze è stata eseguita in carcere a Cosenza, mentre un rumeno è stato raggiunto da un mandato di arresto europeo in Germania.
L’importanza è stata sottolineata direttamente dal procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Rhao, intervenuto in videoconferenza nel corso della conferenza stampa delle forze dell’ordine e della procura.
I numeri di piazza Pulita sono di 39 misure cautelari: 20 in carcere, 7 ai domiciliari 4 divieti di dimora in Molise e Campania, 6 divieti di dimora in Molise e un obbligo di dimora a Campobasso. Un milione di euro di beni sequestrati. In totale tra italiani e stranieri sono 58 le persone denunciate per reati che vanno dall’associazione a delinquere, al riciclaggio, dall’estorsione alla detenzione abusiva di armi. Al blitz di oggi hanno partecipato circa 250 uomini tra Carabinieri e Finanza di Campobasso, Roma, Napoli, Benevento, Cosenza, Isernia e Foggia

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