Home Sport Attesa per il nuovo protocollo per gli allenamenti di squadra. In serie B le società si organizzano
Sport - 12 Maggio 2020

Attesa per il nuovo protocollo per gli allenamenti di squadra. In serie B le società si organizzano

Non è ancora arrivato il sì definitivo del Comitato Tecnico Scientifico agli allenamenti. Il CTS si è preso qualche altra ora per deliberare. La volontà non dovrebbe essere cambiata, ovvero quella di dare il via agli allenamenti, il 18 maggio con le sedute di squadra e a giugno con il campionato di A. Resta un grandissimo problema quello dello stop dell’intera squadra in caso di positività di un solo giocatore. Una condizione sulla quale il Governo batte in modo deciso senza indietreggiare di un passo. Ricordiamo che in Germania la casistica viene gestita in modo completamente diverso.  In caso di giocatore positivo al covid, la società lo gestisce come se fosse tra virgolette “infortunato”, isolando solo lui. Ovviamente con nuovi esami medici per tutta la squadra. Peraltro proprio nella Seconda divisione tedesca è nato il casus belli con la Dinamo Dresda costretta a finire in quarantena per le due positività riscontrate fra i suoi giocatori e ora sono tutti in attesa di controlli. Tornando alle problematiche c’è da chiarire la questione relativa alla logistica, che è uno dei problemi più complessi da affrontare per riaccendere il campionato visto che per adesso è vietato spostarsi da una regione all’altra e che in alcune giocare sarà più complicato (o addirittura impossibile) che in altre. Poi bisognerà parlare dei trasferimenti e dei tamponi, senza dimenticare i contratti e la questione relativa agli stipendi. Insomma siamo davvero indietro rispetto alle tempistiche in scadenza, ricordiamo che il 25 maggio Gravina dovrà presentare alla Uefa il piano per la serie A, se ripartire ed in che modo oppure fermare tutto chiarendo tutti i meccanismi di promozione e retrocessione. Ecco perché sono attese novità a stretto giro.

il Perugia

Qualche schiarita in serie B. L’operazione ripresa resta sempre complicata, ma intanto ci sono alcuni indizi che possono remare in direzione contraria allo stop definitivo. Gravina in sede di tavolo federale ha infatti comunicato che l’Uefa non ha niente in contrario a permettere agli altri campionati professionistici dei singoli Paesi uno sconfinamento ad agosto inoltrato. La dead-line del 2 agosto, infatti, non è da considerare tassativa per la B ed eventualmente la C, anche se come sappiamo la Lega Pro chiederà al Consiglio federale di dichiarare chiusa la stagione. Quello che è chiaro è che per la B ci sarebbe la possibilità di prendersi altre due settimane, nel torneo cadetto si devono giocare ancora 10 partite di regular season, più le cinque di playoff e playout, la parte che presumibilmente potrebbe svolgersi nella prima metà di agosto. Inoltre il raduno potrebbe essere minore rispetto a quello della serie A, si parla di due settimane. Da considerare una spesa logistica per la ripresa stimata tra fra 80 e 120mila euro per ogni società. Una cifra che riguarda anche le spese per l’effettuazione di tutti gli esami sanitari (tamponi, test sierologici, visita cardiologica) e per le sanificazione degli ambienti. In tal senso la Serie B chiederà un contributo alla Figc che possa aiutare la ripartenza. A tal proposito le società di serie B si stanno organizzando per la ripresa, chi prima – il Pescara la società biancazzurra è stata la prima della B a riaprire il proprio centro sportivo, il 4 maggio, con allenamenti facoltativi per piccoli gruppi di giocatori, senza consentire l’utilizzo di ambienti comuni – chi dopo – il Perugia decide oggi la ripresa delle attività al “Curi”.

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