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Attualità - Evidenza - Politica - Regione - 9 Maggio 2020

Andrea Greco all’attacco di Giustini, nel dicembre 2018 lo salutava come il ”salvatore” della sanità

«Mai più i controllori saranno controllati, siamo di fronte a un risultato storico. Legalità, trasparenza e competenza per la salute dei cittadini».

Era il 7 dicembre del 2018, le parole erano quelle di Andrea Greco, capogruppo del Movimento Cinque Stelle alla Regione Molise, che così salutava la nomina del commissario ad acta per la sanità regionale, l’ex generale della Finanza, Amgelo Giustini.

Una nomina per cui i Grillini, tra la Regione e il Parlamento, avevano fatto sentire tutto il loro peso, tanto da premere incessantemente sul primo Governo Conte per far commissariare la sanità molisana, unica maniera, secondo loro, per salvarla dal disastro.

Ma oggi, a distanza di poco meno di un anno e mezzo, lo stesso Andrea Greco  scrive al Ministro della Salute Speranza, contestando, e molto duramente, in maniera articolata, una delle ultime disposizioni emanate da Giustini. Oltretutto, non fidandosi fino in fondo del sistema-politico, Greco segue anche la strada giudiziaria, inviando la lettera pure alla procura della Corte dei Conti. Cosa è cambiato in diciotto mesi nei rapporti tra i Cinque Stelle e un Commissario voluto se non imposto da loro stessi?

Contraddizioni della politica, ma anche delle stesse relazioni interpersonali tra i due: Giustini e Greco. Quest’ultimo, magari prima di scrivere a ministro e procura della Corte dei Conti, avrebbe potuto fare una telefonata al generale. Chissà perchè non ha tentato una mediazione, ricorrendo invece a una denuncia pubblica.

La decisione presa da Giustini riguarda la sua scelta di riconoscere la percentuale del 95% del budget alle strutture private, durante il lock down sanitario per Covid 19. Nell’accordo era comunque scritto che, alla fine, dopo l’approvazione del decreto legge Curaitalia, la percentuale riconosciuta realmente ai privati sarebbe stata allineata a quella stabilita nello stesso decreto a livello nazionale.

In sostanza, una guerra inutile, la potremmo definire, ma merita di essere portata alla luce per analizzare il mutamento nei rapporti tra Grillini e Struttura Commissariale, da loro vouluta e da loro imposta al Molise nel 2018.

E a distanza di una anno e mezzo, nonostante i Commissari, poco sembra essere cambiato nel sistema sanità regione Molise. Anzi, sembra tutto peggiorato, proprio perchè sono in tanti a dire la loro e non se ne viene fuori. C’è una paralisi gestionale evidentissima e lo dimostra la contraddizione delle posizioni sul Centro per le malattie infettive al Vietri di Larino, sul futuro dell’ospedale di Agnone e su quello di Venafro.

Intanto il Pos latita, non viene ancora nominato il direttore amministrativo e neanche sul futuro del Cardarelli ci sono certezze. Davvero è un caos che non trova soluzioni, l’unica cosa sicura è che i rapporti tra Grillini e Commissario non sono più quelli di una volta. Come è sicuro che le casse della sanità regionale pagano ogni anno altre centinaia di migiaia di euro per una gestione commissariale, da sempre contestata da Toma, e ora anche da chi l’ha voluta un anno e mezzo fa.

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