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Editoriali - Evidenza - Idee e opinioni - 7 Maggio 2020

Reshape Tourism – Focus

di NICOLA MAGRI

In questa breve analisi su come sta cambiando l’offerta turistica a causa della pandemia dobbiamo considerare come rovescio della stessa medaglia un turnover  della “ domanda “ sempre più veloce quasi “ frenetico “ che caratterizzerà il settore a brevissimo e medio termine. Abbiamo visto da vicino quali problematiche complesse stanno interessando l’Offerta mare nella gestione della “ sicurezza “ per l’Ospite, come sono coinvolti tutti gli Attori di questa Offerta, i rischi da considerare e le possibili soluzioni per non gettare in malora l’intera stagione.

La “ domanda “ più frequente  che  stanno sollevando i potenziali Turisti è:” esiste una vacanza “ sicura” e se si qual è?”.

Senza utilizzare nessuna sfera di cristallo è intuitiva la risposta: una vacanza che possiamo ritenere “ sicura” sotto il profilo sanitario e della qualità è quella vacanza che rispetta fondamentalmente il “ distanziamento sociale”. Bella scoperta vero?…e già ma al momento non esistono protocolli di sicurezza certificati tali che ci consentano di poter dire con la massima certezza..:” Signori andate qua…o fate questo viaggio o questa crociera perché così non correrete alcun pericolo”, no non esiste nessuna certezza in tal senso.

Ora è chiaro che garantendo al massimo il “ distanziamento sociale “ e conservando un’elevata dose di buon senso personale, chi potrà permetterselo . la vacanza al mare potrà farla, certo con qualche disagio ma potrà farla.

Certo se dovessi suggerire location più “ sicure” suggerirei quelle dove è possibile trascorrere la maggior parte del tempo all’aperto, in posti NON affollati ( anche con distanze di sicurezza osservate ) ed in sistemazioni ricettive che ospitano pochi avventori. In sostanza vedo bene per la prossima estate la vacanza che prima chiamavamo “ alternativa” all’Offerta mare e cioè il classico Agriturismo di collina o campagna dove la sistemazione in sicurezza è facilmente verificabile anche da remoto, il cibo sarà sicuramente genuino ed il relax garantito da interminabili passeggiate all’aria aperta per boschi e percorsi naturalistici. Eviterei appunto il mare o le Città d’arte, meglio un’alberghetto in un bel Paese di Montagna con poche camere ed il tutto gestito con la massima professionalità. Scegliere insomma quei posti o quelle Strutture che più di altre possano garantire spazi all’aperto importanti dove ad esempio poter mangiare o fare colazione, riducendo al minimo se non alla sola stanza occupata il tempo da trascorrere in spazi chiusi, peggio se comuni.

Ognuno di noi dovrà ricordare oltre alle ormai arcinote regole di sicurezza personale anche di imparare a “ prenotare “ sempre e comunque qualsiasi cosa. Il semplice Territorio scarsamente abitato – la bassa densità abitativa che per il Molise ad esempio rappresentava un punto di forza in un’analisi SWOT – non è sinonimo di “sicurezza” e quindi non è più un vantaggio  in termini di marketing perché? …perché al momento NON è  più “ vendibile “il fatto che ci si può spostare senza prenotare ma al contrario sarà fondamentale prenotare perché l’accesso agli spazi comuni chiusi sarà sempre e comunque limitato e filtrato, dunque prenotare significherà fare meno fila e non avere problemi di sicurezza.  Insomma dovremo metterci anche del nostro per agevolare la messa in pratica di ciò che viene previsto nei protocolli di sicurezza.

Ovvio che questo periodo di “ blocco “ del Turismo non dovrà essere buttato via.

Dovrà servire a rimodellare l’intero Settore  a partire dall’adozione di un unico Sistema di classificazione di tutte le Strutture ricettive potendo “ certificare” al potenziale Turista che in quella determinata Struttura sono stati adottati quei protocolli di sicurezza e quei sistemi di “ qualità” idonei  garantire la tutela della salute dell’Ospite ed il max confort nel pieno rispetto dei criteri della Sostenibilità, del risparmio energetico e dell’Innovazione. Lo stesso Sistema classifica a riguardo anche il “ glocal” cioè quell’area di Territorio su cui è insediata la Struttura con un panel anche di micro filiera certificata ad esempio per i Servizi ed il Prodotto tipico locale.

Ciò che va fatto, quindi, è l’ adozione di un nuovo modello di Classificazione chiamato “ Qualmark 2.0 “ che dirà chiaramente  all’Operatore come fare ex novo o rimodernare la sua Struttura, come metterla in sicurezza , come Innovala nei servizi secondo l’utilizzo dei moderni “ device” e come “ Comunicare in modo innovativo utilizzando la “ rete “ la sua Offerta turistica. E sì è questa la prima novità della  nuova età del Turismo.

La competizione  e quindi il Marketing e la Comunicazione che dovranno essere sviluppati, non riguarderà solo la sfida tra Territori ma all’interno dello stesso Territorio e della stessa Offerta turistica la competitività sarà tra singoli Operatori. Chi saprà Offrire non solo in termini di qualità/ prezzo ma anche in termini di “ green “ e Innovazione verrà premiato dalla “ domanda “.

Perché ciò?…perché fenomeni di turismo di massa e charterizzazioni estreme di blocchi interi di cinesi e giapponesi dovremo spettare un bel po’ prima di rivederli, perché chi potrà andare in vacanza punterà sempre più alla “ qualità “, perché il lockdown ha lasciato in eredità una diffusa “ dimestichezza “ con il 2.0 e la rete, perché   – infine – dobbiamo dircelo in tutta franchezza dobbiamo approfittare di questo periodo di  “ intervento pubblico “a  sostegno del Settore per riammodernare tutta l’Offerta turistica italiana a partire dalle Strutture ricettive.

Il sistema “ Qualmark 2.0 “ fatto 5 anni da dalla Next srl  , rispecchia fedelmente ciò che nel 2007 il Presidente della Commissione Trasporti  dell’Unione Europea ( che ha competenza sul Turismo ) l’on. Costa chiese a tutti gli Stati membri e cioè di adottare un unico Sistema di Classificazione per tutte le Strutture ricettive che rispettasse alcuni requisiti di Sostenibilità, Sicurezza e Innovazione. Il Sistema è stato finanziato e approvato dall’UE e testato in Olanda con un elevato gradimento da parte degli Operatori coinvolti nel test.

Rimodellare il Turismo significa partire da qui dalle Strutture poi  cominciare una lunga fase di “ ascolto “ per target di riferimento sulla “ domanda” ed organizzarsi di conseguenza.

Tutto ciò significa INVESTIMENTI e qui si andranno ad aprire scenari di discussione infinita. Senza far polemica dico che dovrà essere compito di un Sistema organizzato dell’Impresa turistica diventare “ Attore protagonista” di questa delicatissima fase ma come?.

Qui si apre un altro scenario drammatico di diretta derivazione sempre del Sistema delle Regioni della legge n° 135 del 2001 di indirizzo del Settore. Le Regioni, nessuna a dir la verità ha favorito l’organizzazione del Sistema d’Impresa turistico territoriale. Si è passati dall’abolizione degli Enti di promozione turistica (cosa buona e giusta) con doppioni come i Sistemi turistici Locali per di più una sorta di OGM dei primi ed anche “ monstre “ nel senso che mentre nei primi ( gli EPT tanto per capirci ) i soldi li cacciava il Pubblico, negli STL un legislatore a dir poco perverso aveva previsto che gli skei doveva metterli il privato ma l’intero “ carrozzone “ lo avrebbe comandato il Pubblico. Inutile dire che è stato l’ennesimo aborto di gestione Territoriale del Turismo con  un altro botto di denaro sperperato per i compensi di Presidenti e personale ( incapace per lo più e di provenienza esclusivamente politica) per una 15ina d’anni per poi rottamarli nel più assoluto silenzio per paura di Procure e Corte dei Conti. Invece si sarebbe dovuto procedere all’adozione di Leggi di riordino del Settore del Turismo in ogni Regione che avesse previsto l’istituzione dei Distretti turistici d’Impresa. Se oggi avessimo queste organizzazioni in ogni Regione , Sistemi costituiti SOLO da Soggetti privati in “outsourcing” per tutti i Servizi al Turista con un minimo di quota annuale da versare, avremmo a disposizione un Soggetto di Diritto Privato in grado di essere interlocutore diretto della PA, capace di poter accedere a Programmi di sostegno finanziario per tutti gli iscritti anche in chiave di “ riqualificazione “ delle Strutture e di Innovazione pronto a gestire anche finanziariamente e con professionalità questa delicatissima fase, con una catena di comando stringata e di facile individuazione abbattendo notevolmente i costi di ciascun Operatore e soprattutto senza alcuna spesa per la PA. Oggi invece abbiamo una parcellizzazione di singole iniziative che se non tutte ma in larga parte si tradurranno in inutili tentativi di sopravvivenza costosi e  con esiti  probabilmente poco felici.

Ricapitolando al di la delle misure di emergenza per gli Operatori tocca a mio avviso procedere in questo modo:

  1. Legge di riordino del settore con l’istituzione del Distretto Turistico d’Impresa
  2. Adozione del Qualmark 2.0 come unico Sistema di Classificazione di sicurezza e qualità per tutta l’Offerta Turistica ricettiva e i Territori
  3. Innovazione 2.0 per il Territorio e per le Imprese.

Prima tutto ciò poi si potrà parlare di “ Prodotti turistici “.

Sarà questa la sfida post Covid -19.

*giornalista, esperto di turismo

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