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Sport - 5 Maggio 2020

Riforma del calcio, l’idea che stuzzica la Figc.

Abbiamo parlato nel corso dell’ultima puntata di Domenica Sport, di una possibile riforma dei campionati a partire dal torneo di serie B. Una riforma volta a ridurre il numero troppo elevato di società professionistiche di calcio in Italia. Nella nostra nazione sono 100 le società oggi, tra A, B e Lega Pro a rientrare nel calcio professionistico, a differenza di altre nazioni dove il numero è più che dimezzato. A tal proposito nascono delle ipotesi che il governo del calcio dovrebbe portare nel consiglio federale straordinario di venerdì prossimo. Una riforma rivoluzionaria fatta per abbassare le società professionistiche dalle attuali 100 a 60. Secondo alcune voci la serie A resta invariata a 20 squadre, la riforma parte dalla serie B, che dovrebbe essere suddivise in due gironi da 20, dove il secondo raggruppamento ingloberebbe un girone da venti proveniente dalla Lega Pro.

Il presidente della Figc Gravina

Solo queste le società professionistiche, ovvero 20 in serie A e 40 nel torneo cadetto suddivise in 2 gironi. A seguire ci sarebbe la terza serie del calcio che comprenderebbe quaranta società dell’attuale Lega Pro più venti dalla serie D(cioè le prime e le seconde di ogni girone). In questo caso la riforma prenderebbe corpo, con solo un caso in serie D, con le classifiche di oggi, ex aequo al secondo posto proprio nel Girone F dove Campobasso e Notaresco sono appaiate a quota 52 punti. In questo caso con scontri diretti in parità, anche nel numero di gol fatti e subiti, i lupi sono avanti per differenza reti generale con più gol fatti e meno subiti rispetto agli abruzzesi. Poi la questione relativa alla mutualità ripartita fra A e B, mentre nella terza serie, il cui nome è ancora ignoto ci saranno agevolazioni fiscali. Se ci sarà l’ok del governo, riforma potrebbe partire dal 2020/2021. Questa la strada ipotizzata per la riforma dei campionati e contenere il numero di società professionistiche. Un’idea a nostro avviso assolutamente percorribile che va incontro alla crisi generale, non solo del calcio, ma di tutta l’economia italiana. Sicuramente venerdì ci saranno delle novità in tal senso.

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