di NICOLA MAGRI*

Reshape Tourism… rimodellare il Turismo. È questo l’imperativo che sta governando questi primi momenti dopo lo shock down socio/economico del 9 di marzo.

Con il blocco totale della mobilità individuale abbiamo assistito ad un crollo verticale dei flussi turistici con una perdita stimata per il primo trimestre di quest’anno in circa 60 miliardi  di euro di “ spesa” su tutto il Territorio nazionale.

Il grido d’allarme da parte degli Operatori è partito subito e del resto chi non si è accorto di quanto fossero deserte le proprie città? Persino i veneziani hanno rimpianto le lunghe file di turisti che sciamavano per le calli di San Marco, così come i “ centurioni” del Colosseo a Roma costretti anch’essi a casa per il lockdown totale.

Ora tutti indistintamente conoscono cifre e importanza di questo Settore strategico dell’Economia del Sistema Paese – in verità sempre poco considerato in termini di investimenti e spesso massacrato dalle incompetenze gestionali –  e tutti  hanno capito cosa significa restare senza Turismo.

Abbiamo dovuto attendere una pandemia per renderci conto di cosa significassero quei 13 punti di Pil e di saldo attivo per il Bilancio dello Stato., la nostra Economia ( il Turismo porta  soldi cash… REALI…non pagherò e altri infiniti futuri…), la nostra Società ( quanti sono coloro che “censiti” dalle statistiche come disoccupati o non in cerca di lavoro campano e spesso alla grande con il Turismo?…un quantità industriale che ora emergerà con i sussidi ).

Restare senza Turismo significa mettere in ginocchio non solo il front line dell’Accoglienza fatta di Strutture ricettive alberghiere e non ma anche l’intera catena dei Servizi al Turista dalle Agenzie di Viaggio, ai Bar alla Ristorazione fino a quella miriade di Soggetti Privati che operano nel segmento dell’Offerta che va sotto il nome di “ Intrattenimento”, così come gli Operatori dello Spettacolo .

Ora s’è capito, s’è capito qualche milionata di Lavoratori resterà più o meno a casa chi per una Stagione (sicuramente quella estiva che sta per arrivare) chi per un periodo più o meno lungo in attesa di una situazione che stenterà a normalizzarsi chi non lo riavrà più e non son pochi coloro che non avranno la forza economica di svoltare almeno l’anno in corso .

Questi Soggetti al di là della loro forma giuridica devono essere tutelati e “conservati” in quello stato che io definisco di “ coma finanziario assistito “ per non perdere in gran parte la capacità di riconquistare quote di mercato che ci possano riportare a quel 13 % di Pil che oggi vediamo lontanissimo.

Quindi le problematiche che si sono scatenate dal 9 di marzo in poi possono essere raggruppate e distinte almeno su tre livelli: a) un livello che deve prevedere interventi per l’emergenza ; b) un secondo livello che deve prevedere sostegno ed aiuti a fondo perduto in grado di conservare la maggior parte della massa critica delle micro Imprese che opera nel Turismo ( quello che io ho chiamato “ periodo di coma finanziario assistito “), c) e l’ultimo livello che deve occuparsi di “reshape” cioè di riscrivere Regole, Sistemi di Qualità, Marketing, l’Offerta turistica Territoriale ed infine ma non da ultimo la Comunicazione.

Sono tre livelli che non devono avere fasi temporali distinte di realizzazione ma devono essere portate avanti dal Governo e dal Sistema della Regioni contemporaneamente. Perché è necessario intervenire subito varando un Piano d’emergenza per salvare il salvabile della prossima Stagione estiva, perché è necessario portare sul conto corrente di tutti gli Operatori del front line e del back office gli “ aiuti “ utili a sbarcare il lunario (si continua nonostante il lockdown a mangiare tutti i giorni…) così come è necessario mettere subito in stato di “ coma finanziario assistito “ tutte quelle Imprese che con la riapertura e le regole del distanziamento a conti fatti devono restare chiuse se vogliono salvarsi e infine procedere alla stesura di un VERO PIANO STRATEGICO DEL TURISMO che rimodelli sulla nuova “ domanda di mercato” i principi e le regole per tornare entro periodi stimati in 4/6 anni a quelle quote di mercato che hanno permesso di raggiungere e consolidare cifre di saldo attivo davvero importanti e fondamentali per la nostra Economia.

In questo breve viaggio su ciò che occorre fare per il Turismo nel Molise dico subito che non esistono “ rimedi magici” così come non esiste nessuna bacchetta magica per prospettare nell’immediato soluzioni definitive. Lo stesso “ Turismo di prossimità “ tanto sbandierato anche a livello governativo non serve a nulla se non a creare false aspettative; il Turismo vive di “ Numeri “ questi sono importanti per la gestione dell’Offerta e nel caso specifico del Molise ma anche di altre Regioni questi benedetti “ Numeri “ sono insufficienti per il pareggio di Bilancio ( ho scritto pareggio e non utile o guadagno…chiaro?!! ) se nei “ costi” vivi di gestione dovranno essere aggiunti tutte quelle nuove spese in termini di Personale e infrastrutture ( anche leggere per carità…nulla quaestio..) per garantire l’Ospitalità all’insegna della massima “sicurezza”.

La situazione, dunque, è molto complessa e caratterizza un Settore produttivo che ha un “ Prodotto” tutto da riscrivere che non può contare su nessuna Banca Dati pregressa, su nessuno Studio di Marketing ne per la “domanda” meno che meno per i “ flussi” per cui tocca chinare il capo e cominciare dal mettere in “ sicurezza” le Strutture dell’Accoglienza ( Alberghi, Ricettività extra alberghiera, Ristoranti…Bar ) rispettando le regole del “ distanziamento sociale” e contare tutte quelle Strutture con le quali sarò possibile  affrontare la prossima Stagione estiva. Dico “ contare” certo perché ad esempio non tutti i Ristoranti o i Bar hanno le dimensioni giuste  per poter ospitare in perfetta sicurezza gli avventori…così come  per alcune tipologie di Alberghi   o se pensiamo alla micro ricettività diffusa, insomma non tutti pur volendo potranno riaprire. Questi Operatori hanno comunque contribuito alla produzione di quel 13 % di Pil per cui vanno difesi e sostenuti almeno per arrivare al prossimo anno. In questo breve viaggio che faremo insieme affronteremo un po’ questi aspetti  parlando di cosa si sta organizzando in campo nazionale, le proposte che si stanno accavallando da parte degli Operatori, cosa sta pensando il Ministero dei Beni Culturali che ha anche la delega di coordinamento con le Regioni per il Turismo, come sta cambiando la “ domanda “ che tipo di proposte stanno venendo fuori per finalmente dotare tutto il Settore della ricettività di un unico Sistema di Classificazione che ovviamente dovrà tener conto delle attuali esigenze e cosa stanno facendo le Regioni di cui è la competenza di Settore.  Partiremo discutendo di “Offerta mare “ come  si stanno organizzando alcune tra le mete più gettonate d’Italia, parlo di Rimini, fino alle spiagge esclusive della Sardegna e del Salento…insomma guarderemo da vicino le proposte per l’Offerta nazional popolare fino al “luxory” cosa hanno pensato di mettere in campo gli Operatori di queste Regioni per affrontare e cercare di salvare il salvabile della prossima stagione estiva. Vi  dirò cosa stanno pensando al Ministero in termini di accesso e sicurezza per le spiagge anche quelle libere, cosa probabilmente dovranno fare i Gestori degli Stabilimenti balneari per la sicurezza ed il distanziamento come verrà gestito il mare ecc… Ma…e si c’è un grosso “ ma “ sempre se nelle prossime due settimane con l’inizio della Fase 2 la curva dei contagi non riparte, altrimenti:” Signori abbiamo scherzato si chiude di nuovo” per la serie: “ E…..#state a casa.

*giornalista, esperto di turismo

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