Home Apertura Toma avverte: “Non attendo giugno per riaprire le attività, aspetto al massimo due settimane”. Firmata nuova ordinanza per la quarantena per chi arriva da fuori regione
Apertura - Politica - 30 Aprile 2020

Toma avverte: “Non attendo giugno per riaprire le attività, aspetto al massimo due settimane”. Firmata nuova ordinanza per la quarantena per chi arriva da fuori regione

I governatori di centrodestra scrivono a Conte e Mattarella chiedendo che per la fase 2 si ritorni progressivamente “ad un pieno rispetto dell’assetto costituzionale e del riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni”. Nelle stesse ore il presidente del Molise firma il documento, ma va anche oltre e annuncia che non aspetterà il primo giugno per far ripartire bar, ristoranti, parrucchieri e altre attività. Toma parla al quotidiano Il Dubbio. “Ogni territorio fa storia a se – dice nell’intervista al giornale – la realtà del molise non è paragonabile a quella di chi avvertre le pressioni di un ceto imprenditoriale forte che traina l’intero paese”. Di qui la scelta di fissare tempi più veloci per le riaperture: “Non posso chiedere ai miei concittadini sacrifici ulteriori – sono sempre le parole di Toma – . Posso abusare della loro pazienza per altri dieci o quindici giorni al massimo, poi basta”. Il presidente spera comunque in una intesa: “Se la proposta è quella che ho sentito in queste ore e cioè le aperture differenziate nelle varie regioni, allorea non ci sarà alcun problema. Altrimenti non potrò aspettare che parrucchieri, bar e ristoranti riaprano il primo giugno. Potrei chiedere ai molisani di accettare il maniera responsabile una ripartenza attorno al 15 o 16 maggio. Non di più”. Toma nell’intervista ricorda che il Molise ha attualmente una sola persona in terapia intensiva e meno di duecento persone positive al Coronavirus.

Facendosi sintesi tra le pressioni dei governatori e le indicazioni degli esperti, Conte sembra comunque voler seguire la strada delle scelte fatte in base alla situazione regione per regione. In Parlamento ha annunciato un decreto che il ministro della Salute firmerà nelle prossime ore e che “definirà criteri e soglie di allarme in ciascuna area del paese, sulla base del quale si potrà anche concordare un allentamento delle misure restrittive, circoscritto su basi territoriali laddove la soglia epidemica sia meno critica”. Il premier però non allenta la presa sulla regioni: “Non ci sarà – avverte – un piano rimesso a iniziative improvvide di singoli enti locali ma basato su rilevazioni scientifiche. Iniziative che comportino misure meno restrittive non sono possibili, perché in contrasto con le norme nazionali, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime”. Intanto ha firmato una nuova ordinanza che impone la quarantena di quattordici giorni a chi arriva da fuori regione.

 

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