Così come stabilito nella riunione di fine gennaio al Comune di Venafro, sono partite le operazioni di monitoraggio della qualità dell’aria negli altri centri della piana. In questi giorni la centralina mobile ha rilevato i dati nel Comune di Sesto Campano. Ma la decisione di farlo davanti alla sede del municipio – nella parte alta del paese e non sulla statale venafrana – ha destato qualche perplessità, ma l’Arpa ha precisato che è lo stesso posto in cui, qualche anno fa, è stata condotta un’analoga campagna. Nel frattempo il laboratorio mobile si è spostato a Pozzilli, per l’esattezza al nucleo industriale. Il monitoraggio straordinario dovrebbe poi interessare anche il territorio di Montaquila, come deciso durante l’incontro con il presidente della Regione, Donato Toma, convocato dopo i preoccupanti sforamenti registrati all’inizio dell’anno. Per finanziare questo studio e per acquistare altri strumenti e centraline mobili, la Regione ha stanziato un milione di euro. Tra gli obiettivi, quello di procedere con la cosiddetta caratterizzazione delle polveri, in modo da stabilirne la provenienza. Analoga richiesta era stata fatta nei mesi scorsi anche dal Movimento 5 Stelle, attraverso il consigliere regionale Vittorio Nola e la parlamentare Rosa Alba Testamento, che ha inoltre chiesto un intervento del ministero dell’Ambiente. Intanto sulla propria pagina Facebook, Area Matese esprime preoccupazione per quanto sta accadendo nella piana di Venafro. Per il movimento civico di Bojano bisogna bloccare subito le possibili fonti di inquinamento: “Prima si mettono in sicurezza le persone e poi si fanno tutte le verifiche – è il parere di Area Matese – quelle a posteriori lasciano il tempo che trovano”. In ogni caso c’è anche qualcuno che intravede la possibilità di coinvolgere le facoltà di Agraria e di Economia delle diverse università così da sollecitare studi e proposte realistiche ai sindaci del comprensorio, aprendo anche opportunità reali di lavoro.

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