L’avvocato Francesco La Cava

Anche la Camera penale di Isernia, presieduta dall’avvocato Francesco La Cava, aderisce allo stato di agitazione dei penalisti italiani, proclamato dall’Unione delle Camere Penali, sottolineando la più ferma ed intransigente opposizione alla smaterializzazione del processo penale appena approvata, “riservando ogni ulteriore e conseguente iniziativa”, preannunciando che “ove l’odierno impegno del Governo e del Parlamento di escludere, con il primo provvedimento legislativo utile, dalla celebrazione dei processi da remoto sia gli atti di istruttoria dibattimentale (esame testi, periti e consulenti) sia le udienze di discussione, non dovesse avere seguito, la adozione delle più determinate forme di protesta per impedire che lo scempio del processo penale oggi approvato possa avere concreto seguito nella giurisdizione del nostro Paese”. Per gli avvocati penalisti non è concepibile la celebrazione di processi penali su piattaforme commerciali di conversazione (Skype for Business e Teams. In particolare “Microsoft Teams è una piattaforma che opera in cloud ed i dati utilizzati in una riunione o in una videoconferenza (come nel caso delle udienze) vengono registrati su server o data center che sono nella disponibilità esclusiva di Microsoft e, per l’Europa, sono conservati in Francia e Germania”. Per la camera penale di Isernia si rischia “un autentico sovvertimento dei principi basilari e fondativi del processo penale, quali quelli della oralità e della immediatezza, che presuppongono la ineliminabile fisicità della sua celebrazione, inderogabile anche in presenza di condizioni di pericolo per la salute pubblica peraltro in via di progressiva attenuazione, sì da consentire la adozione di misure di graduale ripristino delle attività produttive e sociali, rispetto alle quali questa drastica e devastante previsione normativa si pone oltretutto in condizione di inspiegabile ed ingiustificabile controtendenza”. Per questo ritengono opportuno che escludere “dalla celebrazione da remoto sia la istruttoria dibattimentale che le discussioni che vanno comunque celebrate nel contraddittorio delle parti e nelle aule di udienza “non virtuali”, sia pure con tutte le precauzioni, in attesa di un vaccino che neutralizzi la diffusione del virus”.

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