L’ex consigliere regionale Tullio Farina interviene sul delicato momento politico regionale. “Quella conversione sulla via di Damasco – scrive Farina – sarebbe stato più logico e lineare abolire il provvedimento della surroga dei consiglieri regionali supplenti quando il M5S presentò la sua proposta perché aveva una “ratio logica e convincente e non in modo machiavellico come la soluzione odierna perché ha piegato un governo regionale ai capricci e alle ritorsioni.  Al contrario, il provvedimento fu votato solo dai proponenti e respinto da tutti gli altri. Ciò che ieri sarebbe sembrato un provvedimento ottimo per l’interesse di tutta la collettività oggi, non sembra, ma è un provvedimento pessimo, frutto di un opportunismo politico spregiudicato e cinico senza precedenti. Se si volesse restituire dignità e decenza a tutta l’operazione posta in essere l’unica strada sarebbe quella delle elezioni anticipate prima per dimostrare che non si è attaccati alle poltrone e non si fanno giochetti per mantenerle e poi per dare agli elettori la certezza di votare con una legge elettorale sicura e non modificabile per le tempeste nelle maggioranze. Il ritorno al voto, passata la fase emergenziale, dovrebbe essere invocato a gran voce dal M5S, primo partito della Regione con una valanga di voti e vittima sacrificale di tante piccole entità elettorali, alcune anche insignificanti, che per contare si erano imbarcate sull’arca di Noè, non fosse altro per rispettare e non turlupinare la volontà degli elettori ai quali bisognava e bisogna dare il modo di votare con regole certe e non intercambiabili in ogni momento. Che poi il provvedimento faccia risparmiare è cosa certa e buona, ma mantenere in vita politica coloro che fanno il gioco delle tre carte non è giusto. Quando ero bambino si faceva il gioco di “esce papà Girolamo e rientra papà Girolamo” che consisteva in un bambino che usciva e rientrava su chiamata sempre saltellando. Oggi mi sembra che nel consiglio regionale per gli assessori si sia fatto questo gioco. Comunque, sulle elezioni anticipate si può stare tranquilli che non ci saranno perché esse sono un periodo ipotetico di terzo tipo ossia della irrealtà. In consiglio regionale tutto può accadere, anche un sisma del decimo grado perché non succede niente in quanto in tutti i 21 componenti prevale il moto “Hic manebimus optime” o il motto gesuita “perinde ac cadaver”. Il presidente Toma, infine pare abbia ben appreso l’esempio di Enrico di Navarra. Allor quando sul finire del 1500 per diventare re della Francia abbandonò la religione calvinista per il cristianesimo affermando che “Parigi valeva bene una messa”. Oggi – chiude la nota di Farina – ha sposato, a scoppio ritardato, la proposta di revoca della surroga dei consiglieri supplenti, cavallo di battaglia del Movimento cinque stelle. E così tutti i salmi finiscono in gloria”.

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