Ore di attesa per la decisione del Tar chiamato a definire in via preliminare il ricorso presentato da Antonio Tedeschi e Massimiliano Scarabeo relativo agli atti che hanno portato alla loro estromissione dal consiglio regionale. Insieme a loro due, sono usciti dal consiglio regionale anche Nicola Romagnuolo e Paola Matteo, tutti a seguito dell’atto di azzeramento della Giunta che ha riportato in aula gli ex assessori.

L’ombra del Tar si è proiettata su una giornata contrassegnata dal rumore delle sciabole incrociate da maggioranza e opposizione. La sessione dedicata alla approvazione del bilancio regionale e dei documenti collegati si è infatti trasformata in una pedana dove maggioranza e opposizione si sono confrontate in un clima incandescente. Due gli argomenti contestati alla maggiornza da parte delle opposizioni, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, con l’aggiunta della posizione molto critica dell’ex governatore Iorio. Da un lato si contesta la leggittimità della seduta in corso, sia l’antefatto politico dei giorni scorsi, ovvero l’azzeramento della Giunta, che ha rimesso in discussione gli equilibri di maggioranza.

La contestazione fatta dalle opposizioni è questa: prima della esclusione dei supplenti era necessaria la presa d’atto del Consiglio regionale del porvvedimento adottato da Toma e non la semplice comunicazione dell’atto da parte del presidente del consiglio. Proprio questa omissione determinerebbe secondo le opposizioni la illegittimità della seduta e degli atti adottati.

Nell’attesa del Tar il Consiglio è proseguito con la sessione dedicata all’esame della legge di stabilità. Una pregiudiziale sull’ordine dei lavori presentata da Micaela Fanelli è stata bocciata con 12 voti contro e 9 a favore. La stessa Fanelli, in apertura di seduta, aveva dato fuoico alle polveri parlando di protervia e abuso. Andrea Greco ha parlato di strumentalizzazione delle regole e paventato una caporetto politica per la maggioranza qualora il Tar concedesse la sospensiva.Iorio ha criticato il maxiemendamento regionale che interviene dul meccanismo di supplenza dei consiglieri primi non eletti e sulla revoca della norma che la maggioranza si accinge a votare. Facciolla, Primiani e Manzo, hanno parlato di seduta palesemente illegittima.

Da parte sua il presidente Toma ha ribadito la legittimità dei provvedimenti adottati e la solidità della maggioranza lasciando capire chiaramente che la legislatura è a una svolta.

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