La decisione del presidente della Regione Toma di azzerare la Giunta continua a provocare polemiche nel mondo politico ma anche tra i sindacati. Chi certo non le manda a dire al governatore è Michele Iorio secondo il quale si tratta di una squallida operazione politica, anzi partitica, che tende ad una modifica legislativa in un momento in cui – ha dichiarato l’ex governatore – il Molise avrebbe bisogno di ben altre attenzioni.  Non ho votato la legge elettorale – ha precisato Iorio – Ma ritengo che le regole del gioco si stabiliscano prima e non in corso d’opera”. La sua posizione , estremamente critica, nei confronti dell’operato del governatore, è nota da tempo. E non a caso il consigliere regionale ha dichiarato in passato ma anche in questa circostanza di non sentirsi componente di questa maggioranza. “Credo che l’annunciata volontà di escludere dal consiglio i quattro consiglieri regionali interessati, la dica lunga sulla omogeneità e sulla sbandierata ferrea compattezza del gruppo di maggioranza che finora ha difeso le posizioni della Giunta regionale. Voterò un provvedimento legislativo solo se c’è l’abrogazione dell’intera legge elettorale in vigore i cui effetti, ovviamente, dovranno partire dalla prossima legislatura – ha annunciato Michele Iorio – Sono fermamente convinto che si debbano correggere molti degli errori contenuti nella stessa. Magari in tempi più consoni e quando i molisani avranno riguadagnato una tranquillità sulla propria salute e nella propria sfera lavorativa,”ha concluso. Ma le critiche arrivano anche dai banchi dell’opposizione. Per Micaela Fanelli del Partito democratico aprire una crisi di governo, nel pieno di una emergenza sanitaria, economica e sociale, significa solo dimostrare inadeguatezza politica ed amministrativa e totale disprezzo per le istituzioni e per il popolo. “Si ribellino gli assessori costretti alle dimissioni e tutti i consiglieri di centrodestra, per non essere complici di questo sciagurato ed indifendibile comportamento – ha dichiarato – Perché con Toma non c’è futuro – ha concluso – Ne per loro, né per il Molise”. E dal segretario della Cgil, Paolo De Socio arriva la bocciatura senza attenuanti del metodo adottato da Toma: ”Ancora una volta assistiamo ad un teatrino politico del quale i molisani, i lavoratori e i loro rappresentanti , sono stufi”, è la denuncia del sindacato.

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