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Apertura - Evidenza - 17 Aprile 2020

Azzeramento Giunta, rischiano i Consiglieri supplenti. Si va verso la modifica del meccanismo di surroga

Più passano le ore e più si chiariscono i contorni del blitz che la notte scorsa ha portato il govenatore Toma all’azzeramento della Giunta. Ad essere messo in discussione è il meccanismo della surroga che ha portato in Cconsiglio regionale consiglieri non eletti in sostituzione dei legittimi titolari dello scranno che sono stati n nominati assessori in occasione della costituzione della Giunta. Sono sotto gli occhi di tutti i due anni di legislatura regionale che in più circostanze hanno dato segno di fragilità all’interno della maggioranza se non addirittura di conflitto aperto. Basti pensare, ad esempio, a quanto accaduto al Piano dei Trasporti entrato in Consiglio con la certezza della sua approvazione e invece uscito con le ossa rotte. Ma è solo un esempio, essendo tanti i casi in cui la maggioranza politica è stata messa nell’angolo da una maggioranza numerica che via via vedeva sommarsi esponenti del centrodestra con i rappresentanti del PD e del Movimento 5 Stelle. Una ressa politica alla quale si è aggiunto fin da subito il problema Lega che ha porttato all’estromissione dal partito delle consigliere elette, Aida Romagnuolo e Filomena Calenda, estromesse da un posto in giunta a favore dell’esterno Mazzuto. Il problema Lega resta, ha detto in queste ore il presidente Toma che ha già preso contatti con il commissario regionale della Lega, Jari Colla, per individuare una via di uscita, un percorso che garantisca al parito di Salvini un posto in Giunta e, al tempo stesso, voti certi a Toma in Consiglio. In tal senso si ipotizza un riavvicinamento di Aida Romagnuolo a Salvini, cosa che la diretta interessata non esclude. A escluderlo, invece, è l’altra ex consigliera leghista, Filomena Calenda che rimane sulle proprie posizioni pur ribadendo la sua collocazione nel centrodestra e manifestando piena approvazione alla manovra da 57 milioni varata dalla Giunta uscente.

Il quadro comincerà a delinearsi da lunedì prossimo, quando in Consiglio regionale approderà l’intera manovra di bilancio, annuale e pluriennale, varata dal Governo Toma. Ad approvarla, assumendo quindi su se stessi anche la responsabilità politica oltre che amministrativa, saranno anche gli ex assessori tornati in Consiglio regionale. La nuova composizione dell’assise sarà la seguente: esce Antonio Tedeschi dei Popolari per l’Italia e rientra in aula Vincenzo Niro; escono, eletti nelle fila di Forza Italia, Nicola Romagnuolo e Massimiliano Scarabeo (quest’ultimo iscritto dall’inizio legislatura al gruppo misto) e rientrano gli ex assessori Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio. Analoga sorte per Paola Matteo, eletta con Orgoglio Molise, che dovrà cedere il posto a Vincenzo Cotugno che torna anche lui tra i banchi di Palazzo D’Aimmo.

Sono proprio le posizioni dei consiglieri supplenti quelle più fragili. Una eventuale modifica alla legge che prevede la surroga li escluderebbe a questo punto da ogni possibile rientro in Consiglio regionale.

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