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Sport - 15 Aprile 2020

Il calcio alla ricerca della soluzione per terminare la stagione

Per la FIFA bisogna terminare questa stagione per iniziare la prossima

La volontà ferrea dei vertici calcistici di portare a termine i campionati ha trovato qualche barricata in campo medico e scientifico dove gli oppositori hanno detto la loro: prima l’intervento di Gianni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell’istituto superiore di sanità che ha consigliato di buttare tutto a monte la ripresa del campionato. Un’affermazione condita da un’uscita del direttore sul suo tifo romanista e che non è andata esente da critiche. È di ieri, altresì, l’intervento dell’ex dottore della nazionale, Castellacci, a detta del quale una ripresa del campionato nel prossimo mese di maggio è un qualcosa di difficile. Non è mancata una voce autorevole e nello stesso tempo ribelle rispetto al trand attuale, quella di Federica Pellegrini, campionessa di nuoto che reclama a gran voce spazio anche per lo sport di sua competenza. Per il calcio si sta studiando come e quando ritornare in campo, e per il nuovo? Si chiede a gran voce la primatista mondiale in carica dello stile libero. La linea della Fifa e della FIGC è quella di giocare, ma di usare la prudenza a fronte dell’emergenza virus. Aprile continuerà ad essere un mese di attesa e di tutti fermi in attesa di una data importante e alla quale ci si sta preparando in senso positivo. Dal tre maggio in poi non sarà autorizzato nessuna tana libera tutti, ma soltanto – almeno si auspica – un ritorno al lavoro dei calciatori. Cioè gli allenamenti che dovrebbero durare trenta giorni prima di una nuova discesa in campo ai primi di giugno. Anche qui le porte chiuse rappresenteranno un obbligo ineludibile almeno fino al 2021. Il discorso, ridotto in soldoni, si traduce nel fatto che probabilmente si vuole che la scienza trovi il vaccino prima di dare vita a nuovi assembramenti che negli stadi sono un fenomeno fisiologico. A proposito: si leva ancora abbastanza forte la voce di alcuni presidenti di serie A fra i più contrari a tornare alle ostilità. Il patron del Brescia Cellino si sta rendendo protagonista di dichiarazioni al vetriolo anche verso lo stesso presidente FIGC Gravina invitato a recarsi a Brescia per verificare di persona la situazione. Cellino ha confermato che non schiererà il Brescia qualora si dovesse riprendere a giocare. Si lavora sodo affinché dal quattro maggio i tesserati possano riprendere ad allenarsi osservando delle rigide prescrizioni e con l’obbligo da parte degli stessi calciatori di frequentare soltanto luoghi sanificati. In questa direzione c’è un lavoro coordinato da parte della federazione collaborata dal comitato medico scientifico. Se si vuole ritornare in campo e riassistere ad una partita di calcio, lo si potrà fare nelle migliori condizioni possibili e con tutte le precauzioni del caso. Questo è il messaggio esplicito che passa ogni giorno dai palazzi federali. Si vivrà da parte di giocatori e addetti ai lavori diretti(allenatori, collaboratori, etc) in una corta di ritiro permanente con test individuali e tamponi frequenti.

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