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Attualità - Cultura - Evidenza - 14 Aprile 2020

Riaprono le librerie, è il segno di un timido ritorno alla normalità

Primi segnali di un graduale ritorno alla normalità. Riaprono le librerie, seppur timidamente, e dalla reclusione forzata le persone riscoprono il piacere della lettura. Un cibo per la mente, i libri, che in tempi di confinamento ha fatto sentire la sua importanza al pari di quanto serve a nutrire il corpo. Lo dice il suono continuo del telefono e la voce dei clienti dall’altro capo che chiedono informazioni sulle pubblicazioni nuove e vecchie e sulle nuove modalità di accesso.

E’ il caso della libreria “Mondadori – La Scolastica” di Campobasso che è stata la prima in città a tirare su la saracinesca. A parlare è Aldo Battista, storico libraio del capoluogo, anche lui alle prese con un mondo tutto nuovo.

Vale anche per le librerie il principio precauzionale e quindi una nuova organizzazione, con l’ingresso graduale e distanziato dei clienti, una aspetto che sfiora il paradosso se si pensa al fatto che le librerie, purtroppo, non sono mai state luogo particolarmente affollato.

Sui testi scelti, invece, le richieste appaiono differenziate e si va dalle novità ai classici ai testi necessari alla didattica e alla preparazione di esami e concorsi.Il segnale incoraggiante, quello generale, è che la vita, seppur limitatamente e con prudenza, riprende a scorrere.

A Campobasso, per il momento, restano chiuse le librerie dei grandi centri commerciali che però riapriranno nei prossimi giorni. Anche grazie a un libro la gigantesca cataratta scesa sul mondo comincia a spaccarsi. Come dice Leonard Cohen, è da quella crepa che passa la luce.

 

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