E’ scontro sulla decisione di mantenere aperte le attività commerciali nel giorno di Pasquetta. Un problema già sollevato dalla UilTucs negli anni passati, quando del Coronavirus non si conosceva l’esistenza né tantomeno il nome. Oggi, a maggior ragione, con la pandemia ancora in corso, è assolutamente impensabile, a giudizio del sindacato, consentire l’apertura dei negozi nel giorno del lunedì in albis. “In questo momento, in cui i casi di contagio da Coronavirus sono in aumento, né sindaci, fatta eccezione per quelli di Campomarino e San Martino in Pensilis, né il presidente della Regione, né i prefetti hanno emanato ordinanze per prevedere il divieto di apertura delle attività commerciali a Pasquetta – ha commentato Pasquale Guarracino – E’ una mancanza gravissima, se si considera che l’approvvigionamento alimentare rientra tra le cause previste per l’uscita dalle abitazioni. Ed è tanto più grave se si considera l’affollamento dei supermercati che già si sta verificando in queste ore e che potrebbe diventare causa di possibile contagio. I dipendenti di queste attività commerciali – ha proseguito – stanno già rischiando tantissimo sin dall’inizio della pandemia. Far correre inutili ed ulteriori rischi anche nella giornata di pasquetta è fuori luogo e profondamente ingiusto”. Guarracino ha poi ricordato come nella maggior parte delle regioni italiane, come il Lazio, la Campania, la Puglia e in Abruzzo sia stata disposta la chiusura delle attività commerciali. Il segretario della UilTucs ha quindi rivolto l’appello ai sindaci, al governatore ai prefetti: i negozi vanno chiusi nel giorno di pasquetta. “La responsabilità di quello che accadrà da quel giorno e per i successivi quindici, sarà anche la vostra e nessuno potrà far finta di non sapere, di non aver potuto agire”, ha concluso Guarracino.

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