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Sport - 9 Aprile 2020

Ad inizio maggio possibile ripresa degli allenamenti. Polemiche sulla ripresa

Guerra dei poveri tra i vari presidenti

La strada sembra intrapresa, ripartire il quattro maggio con gli allenamenti. Questa la prima misura prevista in attesa delle linee guida dei medici sportivi. Una vera e propria idoneità, un secondo inizio della stagione per alzare al massimo il livello di tutela della salute. Dopo un periodo di pessimismo, ora c’è possibilità che la stagione riparta e i campionati possano concludersi. Una linea dettata anche dal presindente Fifa Gianni Infantino, che ha aperto definitivamente all’estensione dei contratti oltre la naturale scadenza del 30 giugno, indice chiaro della volontà di portare a conclusione le varie stagioni agonistiche. Tutto dipende dalla situazione sanitaria, in netto miglioramento negli ultimi giorni. Detto degli allenamenti, si ipotizza la data della ripresa, il 24, il 31 maggio o il 7 giugno, in totale si necessita di sei settimane e mezzo (13 turni) per completare la serie A. Non sono numeri del Lotto bensì si profilano ipotesi concrete per far ripartire la stagione di serie A.

Detto questo i vari presidenti, o addetti ai lavori come i direttori generali della società del massimo campionato italiano stanno avanzando pareri, discordanti, sulla ripresa o meno. Il focus l’ha centro Damiano Tommasi, presidente dell’AIC, in sostanza ha detto che le società vogliono ripartire per ridurre le perdite, non avere ricorsi si, ma anche chiudere la stagione per non retrocedere. Un parere che ci sentiamo di condividere considerato che gli interessi stanno avanzando in modo forte, a dispetto di tutta la diatriba sui vari fronti, ripresa, stipendi, accordi economici. Basti pensare che il Brescia in un comunicato stampa, ha espresso la volontà di non riprendere nel rispetto della realtà bresciana, stessa anche per il presidente della Sampdoria Ferrero, due società di serie A impelagate nella lotta per non retrocedere. Parere contrario a pochi kilometri di distanza da Brescia, esattamente a Monza, dopo l’amministratore delegato Adriano Galliani, non uno qualsiasi nel mondo del calcio, difende i diritti della sua società di Lega Pro: “non accetteremo un congelamento, ovvero rigiocare in serie C, noi abbiamo vinto il campionato. Siamo pronti a fare ricorso in tutti i modi nel rispetto degli sforzi fatti sino a questo momento”.

Adriano Galliani

Sulla stessa linea anche da parte del presidente del Frosinone Maurizio Stirpe: “qualora il campionato dovesse essere interrotto e il Frosinone non salirà in A perché terzo, mi muoverò per vie legali. L’unica squadra che può parlare di merito sportivo è il Benevento che ha 20 punti sulla seconda. Ovviamente vogliamo evitare qualsiasi pro- blema giuridico, ma l’ipotesi citata ci costringerà a procedere per vie legali”. Ricordiamo che il Frosinone, nell’ultimo turno prima dello stop, è stato scavalcato dal Crotone e subito il direttore generale dei calabresi Raffaele Vrenna ha voluto rispondere a Stirpe: «Se ci fossimo fermati una gara prima, quando lui era secondo, cosa avrebbe detto? Siamo secondi per meriti, non certo per colpe”. Insomma la vicenda non è affatto di buon gusto anzi, tutto questo teatrino andrebbe evitato soprattutto a livello pubblico. Sono discussioni che vanno fatte nei palazzi del calcio e non sui giornali o sui social. Ci discostiamo assolutamente da queste prese di posizione che seppur fatte in buona fede, ci rimandano ai meri interessi di classifica di ogni società.

Maurizio Stirpe

In questo scenario la Lega B pensa al futuro e vuole chiedere alla Figc una rivisitazione del PA, ossia il rapporto ricavi/indebitamento, dove per poter essere iscritti si deve essere sotto un certo limite e che adesso rischia di non poter essere rispettato. Lo stato di crisi è evidente diverse società sono a rischio e serviranno davvero delle misure speciali.

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