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Evidenza - 6 Aprile 2020

Coronavirus, emergenza nell’emergenza: le mascherine sono introvabili. E non mancano le speculazioni

L’arma per difendersi dal virus resta il distanziamento sociale. Un metro, anche due metri, se è possibile. Ma quando siamo costretti a recarci in ambienti chiusi, nei supermercati, in uffici con spazi ristretti, dove non è possibile mantenere la distanza di sicurezza, è necessario ricorrere ai cosiddetti dispositivi di protezione individuale, vale a dire le mascherine. Ed è qui che cominciano i problemi, una vera e propria dolente, un’emergenza nell’emergenza. Sì, perché all’indomani dello scoppio della pandemia, le mascherine, di qualunque tipo: da quelle con filtro, a quelle chirurgiche, per finire a quelle ancora più semplici e non omologate, sono diventate introvabili. E i rari casi in cui sono disponibili vengono fatte pagare a peso d’oro. Una situazione che è comune in tutta Italia, nonostante in queste settimane molte aziende stiano puntando sulla riconversione, producendo mascherine. Ma il fabbisogno è talmente elevato che non si riesce a far fronte alla domanda. Anche a Campobasso trovare una mascherina è diventata un’impresa ardua. Spesso si è costretti a prenotarle, con tempi di attesa abbastanza lunghi. Intanto in questi giorni stanno arrivando all’amministrazione comunale l’appello a distribuirle alle famiglie, ma il sindaco Gravina è stato categorico: si tratta di un’operazione impossibile. Il Comune dovrebbe garantire un fabbisogno settimanale di 30, 40mila mascherine, impossibili da reperire, anche per ragioni economiche. I rifornimenti di dispositivi di protezione individuale, a dire il vero, solo negli ultimi giorni sembrano stiano cominciando ad arrivare, con maggiore regolarità sia nelle farmacie che in diverse attività commerciali. Ma la richiesta continua ad essere altissima. E purtroppo, come accade in situazioni di emergenza, c’è anche chi specula, vendendo le mascherine a prezzi esorbitanti. In questo caso è opportuno e giusto rivolgersi alla Guardia di finanza. Perché sulla salute e sulla paura delle persone non è consentito giocare, né fare speculazioni.

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