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Attualità - Evidenza - 4 Aprile 2020

Detenuti, Antigone e Cittadinanzattiva scrivono a Tribunale Sorveglianza e Garante regionale diritti persona

Le associazioni Antigone Molise e Cittadinanzattiva hanno scritto al Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Campobasso e al Garante regionale dei diritti della persona.

Questo il testo della missiva:

premesse le attuali condizioni di detenzione in sovraffollamento cui versano attualmente le persone detenute negli Istituti di pena molisani, nei quali per ragioni oggettive non può essere praticato il “distanziamento sociale” tra detenuti e tra detenuti e personale della polizia penitenziaria, così come imposto dalla legislazione emergenziale volta a contenere il contagio da covid-19;
premesse le disposizioni del D.L. n.18 del 17 marzo 2020 di modifica della L.199/2010 riguardante la detenzione domiciliare speciale;
ritenuto che tali disposizioni allo stato si rilevano comunque inidonee a garantire il diritto alla salute di tutti coloro che operano all’interno delle strutture carcerarie del Paese e della regione Molise in particolare, come d’altra parte confermato dall’incremento esponenziale di contagi nelle strutture carcerarie;
ritenuto altresì che, solo rendendo i numeri della popolazione carceraria compatibili con la capienza delle carceri e dunque risolvendo il problema del loro cronico sovraffollamento, le condizioni della detenzione sarebbero rispettose della dignità umana e diritti fondamentali delle persone detenute cosi come scolpiti dalla Costituzione e dalla CEDU, e ribaditi in plurime pronunce dalla Corte di Giustizia Europea

CHIEDONO

all’Ill.mo Presidente del Tribunale di organizzare le attività del Tribunale stesso al fine di garantire comunque la fissazione e lo svolgimento di udienze monocratiche e collegiali, in modo da rispondere, altresì, nel più breve tempo possibile alle istanze provenienti dalle persone detenute e
di farsi istante e garante dinanzi al Ministero di Giustizia e DAP di misure e provvedimenti più incisivi e non più rinviabili di riduzione e deflazione della popolazione carceraria, in adesione e salvaguardia sostanziale dei principi costituzionali e sovranazionali di salvaguardia dei diritti dell’uomo, in un’ottica di reale e concreta professione di etica morale e sociale per la tutela dei diritti delle persone.

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