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Evidenza - 3 Aprile 2020

Covid-19 e autismo, i genitori: la Regione deroghi al decreto per questi bambini

Le restrizioni alle libertà di movimento dei cittadini, decise per evitare il contagio e la diffusione del Covid 19 tra la popolazione, sta sicuramente avendo i suoi risultati, abbassando il numero dei positivi, ma certamente non hanno un impatto positivo sui bambini. Meno che mai se hanno anche altri tipi di problemi, come l’autismo: abituati ad osservare determinati rituali durante la giornata, potrebbero modificare negativamente i loro comportamenti. Ad evidenziare, nella giornata dedicata a questo disturbo, il disagio che colpisce le famiglie che frequentano il centro “Io sono speciale” di Campobasso per le terapie ABA, è un papà: “Per noi è diventato impossibile anche fare un giro in macchina, ha segnalato, e per i nostri bambini con autismo, questo momento quotidiano rappresenta un momento di normalità. Se a questi bambini togli la normalità, gli casca il mondo addosso. Niente scuola, niente terapie al centro nè a casa, niente giro con il carrello al supermercato, e le problematiche legate al loro comportamento diventano assai dure da gestire. Impossibile spiegare ad un bambino autistico che quel semplice giro in macchina con il suo papà è impossibile” fa presente questo genitore. Da qui, un appello accorato al presidente Donato Toma: che la Regione Molise si attivi autonomamente per una interpretazione meno restrittiva delle misure limitative legate al Covid 19. “In questo momento non vanno sottovalutati gli equilibri di molte famiglie che rischiano di essere seriamente compromessi. Soprattutto perché, in caso di interruzione di questi rituali cui sono abituate, molte persone autistiche diventano fortemente aggressive, con rischi reali di sicurezza per il nucleo familiare”. La proposta dei genitori è semplice: poter inserire, nell’autocertificazione da presentare alle forze dell’ordine ai controlli, un’autorizzazione a circolare con il proprio figlio a bordo, magari anche esibendo il certificato della Legge 104 che attesta la disabilità.

Ci sono poi i piccoli che semplicemente si annoiano, non potendo uscire a giocare con gli amichetti o andare al parco. E far comprendere loro che in giro c’è un virus che crea tanti problemi di salute non è sempre facile: un bambino comprende solo che vorrebbe uscire, ma non può. E qui allora si sono prodigate le maestre di scuole d’infanzia e primarie, come gli educatori del centro servizi l’Arca di Noè, che con un progetto specifico “Restiamo sull’Arca” si rivolge ai piccoli del nido, sezione primavera e dell’infanzia: con cadenza quasi quotidiana si impegnano in video di saluti, canzoni, letture animate e proposte di attività da svolgere a casa. Attività di didattica sul web che oltre a voler dare momenti di svago ai bambini, si prefigge lo scopo di mantenere i contatti con le maestre, in attesa che tutto torni alla normalità. (Mrt)

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