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Apertura - Evidenza - 2 Aprile 2020

Posti letto nell’ospedale di Larino per accogliere pazienti da altre strutture e casa di riposo

L’ospedale di Larino si prepara a fare la propria parte nella gestione dell’emergenza sanitaria in Molise. Da quanto si è appreso alcuni pazienti no-covid ricoverati a Campobasso e a Termoli potrebbero essere trasferiti al Vietri per consentire di liberare spazi da utilizzare per la gestione di pazienti positivi al Cardarelli e al San Timoteo. Si cerca una soluzione anche per trasferire un gruppo di anziani della casa di riposo di Cercemaggiore che non sarebbero risultati positivi all’infezione. Nel presidio di Larino sono in corso i lavori per consentire l’accoglienza dei pazienti in base a quelle che saranno le possibili esigenze che saranno decise dalle autorità sanitarie. Si aspettano comunicazioni ufficiali.

I consiglieri regionali Nico Romagnuolo e Armandino D’Egidio spiegano che si tratta di “un’operazione è finalizzata all’alleggerimento lavorativo nei due nosocomi molisani che potrebbero risentire lo stress da ricoveri per pazienti positivi al CoronaVirus e, in prospettiva, è l’inizio dell’attuazione del nuovo Piano Operativo Sanitario studiato dalla Giunta Toma ed ancora in fase di bozza.
“Esprimiamo soddisfazione – dichiarano Nico Romagnuolo capogruppo in Consiglio Regionale di Forza Italia ed Armandino D’Egidio Presidente della III Commissione – per l’iniziativa intrapresa dal Presidente Donato Toma e auspichiamo che presto si possa tornare a parlare, in regime di normalità, ed a programmare la nuova Sanità molisana che deve avere tra gli obiettivi quello di rendere l’Ospedale di Larino quale centro di primo intervento a servizio di un’area interna già molto penalizzata.”

In merito alle notizie di utilizzo nella gestione in emergenza del Vietri, il sindaco di Larino, Pino Puchetti, ha però chiesto garanzie assolute “sulle condizioni dei pazienti che saranno eventualmente trasferiti da qualsiasi ospedale o casa di riposo non solo chiedendo tamponi da effettuare prima del trasferimento ma anche massima sicurezza in merito agli spazi individuati che – osserva Puchetti – dovranno essere staccati e separati in una struttura in cui è attiva una Rsa con persone non autosufficienti e a rischio di contagio”.

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