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Evidenza - 1 Aprile 2020

Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, dall’altra parte della diagnosi.

di  Valentina Primiani *

Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, il 2 aprile.
Si sanno molte cose su questa sindrome: colpisce un bambino su 77, si diagnostica precocemente nella prima infanzia, colpisce più i maschietti rispetto alla femminucce, non è causata da vaccini e non esiste, al momento una terapia o una “ricetta magica” per curarlo. Ma dietro una diagnosi di autismo, però, ci sono sempre dei bambini e dei ragazzi.
L’emergenza sanitaria in atto ha costretto molti professionisti del settore a trovare varie strategie per sostenere, guidare e abbracciare le famiglie. Ciò è possibile tramite un lavoro a distanza, usando molti strumenti messi a disposizione dalla tecnologia (smartphone, tablet, app) per garantire una continuità terapeutica a tutti i nostri piccoli e per non abbandonare i tantissimi genitori che contano sul nostro aiuto. Se è vero che noi terapisti siamo le radici di un intervento educativo, la linfa vitale sono le mamme, i papà, i fratellini o le sorelline. Pazienza, sorrisi, idee, super poteri, fantasia, inventiva danno la spinta per creare giochi e attività didattiche che aiutano a scandire le lunghe e noiose giornate che purtroppo tutti siamo costretti a vivere in questi giorni. Guidare le famiglie attraverso un computer o uno smartphone, da l’impressione di fare poco, troppo poco per una situazione così delicata, troppo poco per l’importantissimo ruolo che si ricopre. A volte ci sono tante variabili da tenere sotto controllo: i bambini sembrano annoiati di stare a casa, dormono poco e male, sono stanchi per i molti compiti da svolgere e, a volte, si scatenano anche comportamenti problema che rendono tutto ancora più difficoltoso. Da questa emergenza abbiamo capito fortemente quanto è importante lavorare in RETE, condividendo successi ed insuccessi, osservando i piccoli cambiamenti che giorno dopo giorno costellano le nostre giornate lavorative. Oltre il personale medico sanitario che fronteggia questa pandemia nel mondo, eroi sono anche loro: i bambini e/o ragazzi con bisogni speciali e le loro famiglie. Nella giornata di oggi particolarmente ma, anche in tutti gli altri giorni, un grazie di cuore va a loro.

“Il fiore che sboccia nelle avversità è il più raro e il più bello di tutti”.

Consapevolezza è anche questa.

Per aver contribuito alla creazione di questi disegni, ringrazio i bimbi speciali che li hanno realizzati e i professionisti del settore e non, che mi hanno aiutato a raccoglierli.

#insiemeandrabene

* Assistente Analista del comportamento in formazione

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