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Apertura - Evidenza - Regione - 30 Marzo 2020

Toma in Consiglio regionale: “Dopo la pandemia la Sanità molisana non potrà e non dovrà essere più la stessa”

Cinque ore. Tanto è durata la seduta in videoconferenza del Consiglio regionale dedicata all’informativa del Governatore Toma sull’emergenza Covid-19. La massima assise regionale non si riuniva dallo scorso 28 febbraio, fermata anch’essa dalle restrizioni imposte dal Governo a seguito della pandemia in corso. Convitato di pietra, il coronavirus che è stato l’argomento monotematico sul quale tutti hanno discusso con senso di responsabilità, salvo qualche polemica decisamente fuori luogo dato il contesto drammatico che coinvolge l’intero pianeta. La seduta è stata aperta da un minuto di raccoglimento dedicato ai morti vicini e lontani falciati dalla nuova peste.

L’intervento del presidente Toma è stato un lungo excursus dedicato alle misure messe progressivamente in campo e si è focalizzato, soprattutto, sulla descrizione degli organismi costituiti ai fini del coordinamento generale dell’emergenza. Due, in buona sostanza: l’Unità di Crisi regionale, la vera e propria cabina di regia di tutte le iniziative, e il Comitato scientifico, organismo quest’ultimo con funzioni consultive. Nello specifico, fanno parte dell’Unità di Crisi: Il Presidente della Regione Toma e il Sottosegretario alla presidenza Pallante, i Prefetti delle Provincie di Campobasso e Isernia, Guia Federico e Callea, il Commissario ad Acta Giustini, il Presidente dell’Anci Molise Sciulli, il Direttore Generale e quello Sanitario dell’Asrem, Florenzano e Scafarto, il Direttore regionale della Sanita Gallo, il Direttore del IV Dipartimento regionale Brasiello, il Dirigente della Protezione Civile De Lisio. Fanno parte del Comitato scientifico il Prof. Giancarlo Ripabelli dell’Unimol, docente di Medicina e scienza della salute, il medico di base Felice Di Donato e il Dott. Nicandro Buccieri, medico legale. Toma si è anche soffermato sulla destinazione dell’ospedale Cardarelli, chiarendo che è, allo stato delle cose, impossibile sguarnirlo di talune unità operative per renderlo solo centro Covid. Vi sono attività, come le malattie tempo dipendenti, per le quali il Cardarelli è l’unico terminale Hub in regione essendo Dea di primo livello e pertanto non può essere spostato. Parallelamente, l’ipotesi di ampliamento delle funzioni degli ex ospedali Vietri di Larino e SS Rosario di Venafro, potrà essere praticata solo in caso di necessità, qualora non fosse più sufficiente il Cardarelli per le altre patologie, quindi quelle non Covid. Mancano a Larino e Venafro, ha detto Toma, la rianimazione e i laboratori di secondo livello per processare il Coronavirus.

A quello del Presidente sono seguiti gli interventi di tutti i Consiglieri di tutti i gruppi. Sul fronte PD Facciolla ha insistito per la massima estensione dei tamponi ai fini della prevenzione del contagio mentre Fanelli ha puntato l’attenzione sull’utilizzo di tutte le strutture pubbliche sanitarie sul territorio, comprese le Residenze sanitarie, e sul reclutamento dio personale medico e infermieristico. Sempre dal PD arriva la richiesta di potenziare gli ex opsedali di Larino e Venafro. Su questa stessa linea di indirizzo anche l’ex governatore della Regione, Michele Iorio, che ha criticato il piano di intervento regionale proprio per la mancanza di un centro destinato solo a trattare i casi di Covid-19. Iorio ha proposto che vi sia uno stretto coordinamento tra Giunta, Consiglio e Unità di Crisi. Anche dai 5 Stelle, come ha sottolineato Patrizia Manzo, la richiesta di una netta separazione tra ospedali destinati all’attività ordinaria e un centro destinato sollo a trattare il Covid-19. Aida Romagnuolo ha lamentato lo scarso coinvolgimento del Consiglio regionale nel processo decisionale e chiesto la massima estensione dei tamponi.

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IL Consiglio regionale, come è stato chiesto da molti consiglieri, tornerà a riunirsi nei prossimi giorni, probabilmente all’inizio della prossima settimana, affinché possano essere adottati atti di indirizzo rivolti ai soggetti destinati a governare la crisi in corso. “Una cosa è chiara sin da ora – ha detto il Presidente Toma – la Sanità molisana dopo questa pandemia non potrà e non dovrà essere più la stessa”.

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