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Sport - 30 Marzo 2020

Il presidente della UEFA Ceferin interviene sulla ripresa delle attività. In Italia si studia il Piano B

Le notizie si susseguono giorno dopo giorno, dopo un ottimismo diffuso sulla ripresa delle attività sportive, nelle ultime ore, vista anche la prosecuzione dell’emergenza, diverse federazioni stanno preparando il Piano B. A Ovvero progettare o deliberare su una non ripresa delle attività. Il Rugby ha anticipato tutti, dando un colpo di cancellino alla stagione e annullare ogni promozione o retrocessione. Sulla stessa linea anche il Basket, che dopo aver sospeso le attività dalla serie B in giù, sa per deliberare sulla fine anche dei campionati maggiori. Il calcio sta valutando tutte le opzioni, sia a livello europeo che nazionale i rispettivi vertici hanno le intenzioni di attendere qualche altro giorno prima di prendere decisioni definitive. Si è espresso anche il Ministro Spadafora che ha parlato di oggettiva impossibilità a riprendere ad inizio maggio, almeno vedendo lo stato delle cose ad oggi.

Aleksander Ceferin, presidente dell’UEFA, ha detto la sua: “Ricominciare a metà maggio, o a giugno o anche alla fine di giugno. Poi, se non ci riusciamo, probabilmente la stagione è persa. C’è anche la proposta di finire questa stagione all’inizio della prossima, che comincerebbe un po’ più tardi. Vedremo la migliore soluzione per leghe e club”. Ovviamente – aggiungiamo noi – se i club a livello nazionale iniziano a giocare, l’Uefa si accoderà. Lo stesso Ceferin si è espresso anche sulla questione porte chiuse: “Mi è difficile immaginare tutte le gare a porte chiuse, ma ora non sappiamo se riprenderemo, col pubblico o senza. Se non ci fosse alternativa, sarebbe meglio finire comunque i campionati. Posso dire che non penso alle finali delle coppe europee a porte chiuse”. Insomma questo il parere del massimo vertice del calcio europeo. La Uefa di fatto ha bisogno di sette date per chiudere le coppe, non sono tantissime, e potrebbe ridurle anche a 4 facendo giocare ottavi, quarti e semifinali con gara secca. Il destino delle coppe è ovviamente legato, come detto prima ai campionati nazionali.

Il presidente Gravina della FIGC ha dichiarato che ci sono ancora i tempi per provare a terminare l’attuale stagione senza troppi strascichi nella 20/21, ma è evidente che andare oltre metà luglio renderebbe le cose complicate. Sull’ipotesi a 22 squadre l’anno prossimo va detto che in tempi non sospetti la Figc ha chiesto alla Lega di non comprimere troppo il calendario, iniziando con due settimane in anticipo ad agosto. Per questo motivo sembra inopportuna la richiesta di portare la Serie A a 22 squadre con un ulteriore aumento delle gare da giocare. Sarebbe un messaggio sbagliato nell’anno degli Europei. Detto questo la strada è tracciata, le soluzioni sono due, o si riprende con  un prolungamento in estate oppure la stagione verrà annullata. Queste le due soluzioni che la Lega sta seguendo. Ovviamente il calcio di serie A funge da traino per tutto il movimento nazionale, ogni provvedimento verrà seguito a cascata dalle altre leghe.

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