Ogni tampone effettuato sugli ospiti e sugli operatori della casa di riposo San Bernardino di Agnone è stato analizzato tre volte e l’esito è sempre stato negativo. A chiedere in via precauzionale questi esami era stata proprio la cooperativa che gestisce la struttura, insospettita dalla morte di tre anziani nel giro di 24 ore, in verità già in condizioni di salute precarie. “Ci è sembrato doveroso farlo – ha spiegato Vincenzo Scarano, avvocato dei soci della cooperativa –: abbiamo voluto tranquillizzare tutti, sia all’interno sia all’esterno della struttura. Ma lo abbiamo fatto anche per porre un argine alle polemiche sui social, spesso fuori luogo. Chiuso questo capitolo, però, c’è un altro problema da affrontare: senza risorse e con il personale allo stremo e sempre a rischio contagio, mandare avanti queste strutture è davvero dura. Ad oggi, infatti, le istituzioni non hanno previsto alcun aiuto per queste realtà. Noi già da febbraio abbiamo acquistato mascherine e altri dispositivi di protezione. Per questo mi appello al Governo e alla Regione, affinché tengano conto delle esigenze di queste strutture. Tra l’altro il personale non può concedersi il “lusso” di restarsene a casa. Devo garantire assistenza. È personale qualificato, non è nemmeno facile sostituirlo. Queste strutture – conclude – non possono essere lasciate sole. Stiamo andando incontro a una crisi non soltanto economica”.

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