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Sport - 24 Marzo 2020

Stop del Calcio parla il presidente della FIFA Infantino

Gianni Infantino

Il mondo del calcio sta progettando il ritorno in campo, a vari livelli i massimi esponenti delle federazioni stanno facendo il punto della situazione per garantire la regolarità ai vari campionati. Certo si naviga a vista, lo abbiamo detto a più riprese, quello che può essere concreto oggi può cambiare domani. L’auspicio è che i dati del contagio possano continuare a scendere e seguire il trend in calo degli ultimi giorni. Questa la priorità poi si potrà pensare alla ripresa. Mancava il parere autorevole del presidente della FIFA, Gianni Infantino, che ha annunciato le sue idee per cambiare il calcio dopo l’emergenza Coronavirus. Il numero 1 del calcio mondiale è stato chiaro “si giocherà quando si potrà senza mettere a rischio la salute di nessuno, non è detto che sia aprile o maggio. Federazioni e leghe siano pronte a seguire le raccomandazioni di governi e Oms”. Successivamente Infantino si è soffermato sui contratti dei giocatori, vicenda che sta tenendo banco in questi giorni. L’idea è quella di modificare i regolamenti sullo status dei calciatori e i trasferimenti, così da allungare la scadenza del 30 giugno. Per proteggere i contratti e adeguare i periodi di registrazione. Servono misure dure ma non c’è scelta, tutti dovranno fare dei sacrifici a partire dai calciatori. Confermato anche lo spostamento del Mondiale per Club. L’emergenza può essere un’occasione per prevedere una riforma compleata del calcio. “Possiamo forse riformare il calcio mondiale facendo un passo indietro. Con formati diversi. Meno tornei, ma più interessanti. Forse meno squadre, ma più equilibrate. Meno partite per proteggere la salute dei calciatori, ma più combattute. Tutto questo per salvare un calcio da una crisi che rischia di essere irreversibile”. Insomma parole importanti del presidente della Fifa che non a 360 gradi ha dimostrato la volontà di cambiare diverse cose. Vedremo se sarà effettivamente così nel prossimo futuro.

Cellino presidente del Brescia

L’Italia calcistica non perde occasione per farsi riconoscere a livello mondiale. Davvero irrispettosa la polemica alzata da Lotito e De Laurentis per la ripresa degli allenamenti della rispettive squadre. Il momento è davvero critico e oggettivamente non ci sono le condizioni per riprendere ad allenarsi. Dopo una serie di polemiche e di sollevazioni popolari le richieste sono rientrare e ora gli allenamenti delle squadre di Serie A dovrebbero iniziare in una data uniforme anche per non penalizzare le squadre che oggi sono in quarantena. Parole forti anche da parte del vulcanico presidente del Brescia Cellino che ha detto a chiare lettere “La stagione finisce qui. Una guerra in atto. Non si parli più di calcio, da Brescia sento cose al di là di ogni immaginazione, i numeri sono ben altri rispetto a quelli che si dicono. Non si pensi a quando riprendere ma a come sopravvivere. Resettiamo tutto, manca un terzo di campionato, si tagli un terzo di stipendi e un terzo di diritti televisivi, il calcio è un’industria che sarà capace di ripartire”. Queste le parole del presidente Cellino. Una presa di posizione dura, forte, probabilmente anche personalistica dovuta alla sua società che ha di fatto un piede e mezzo in serie b. Gli interessi non devono prevalere in questo momento, ne da un lato ne dall’altro, abbiamo citato gli estremi non a caso. In questo momento le posizioni radicali non fanno bene, resta solo da vivere alla giornata e valutare giorno per giorno l’evolversi della situazione.

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