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Attualità - Evidenza - 22 Marzo 2020

Isernia, Ritapaola Formichelli a ”muso duro” contro d’Apollonio

Isernia, botta e risposta tra sindaco e minoranza sulle misure adottate contro il contagio da Coronavirus.

Dopo la replica di d’Apollonio alla lettera aperta delle opposizioni, arriva la risposta di Ritapaola Formichelli:

“Caro Sindaco,

ho ricevuto in via personale quanto ha pubblicato sui giornali e, quindi, Le rispondo personalmente in qualità di consigliera Comunale, cercando di interpretare il grido di aiuto dei miei e dei suoi concittadini perchè, forse Le sfugge, abitiamo nella stessa città, nella stessa Regione.

Vede, Signor Sindaco è davvero triste vedere come, anche in questo momento, sia più importante chinare il capo in ragione di uno scranno anzichè pretendere serietà, competenza, efficienza. Si dice deluso e considera le richieste di alcuni consiglieri che si sono fatti interpreti anche delle istanze di molti cittadini, “bassa speculazione politica”.

Personalmente mi sarei aspettata che, almeno in questo caso, comprendesse che i consiglieri non la vedono come un antagonista politico ma come l’unico che può e deve prendere in mano la situazione.

Sostiene di non aver alcuna autorità e che noi Le abbiamo attribuito un potere che non ha.

Ha richiamato le Sue Ordinanze ed i suoi provvedimenti illuminati, arrivando a sostenere che la Provincia di Isernia è stata l’ultima ad essere ataccata dal Corona Virus, anche grazie a questo.

Evidentemente Le è sfuggito che Isernia da tempo, anche grazie anche alla sua politica illuminata, è una città agonizzante e, forse, il virus è arrivato tardi perchè nella “nostra isola felice”, commercio e luoghi di aggregazione sono morti da tempo.

Vede, se non ritiene di avere alcuna Autorità Sanitaria (anche se il TUEL prevede che il Sindaco può emanare provvedimenti urgenti in casi di particolare gravità che interessano la salute Pubblica), è, comunque, un’Autorità politica e, soprattutto l’unico che ha il potere di adottare misure a tutela dei propri cittadini.

Non crediamo che un Sindaco debba limitarsi ad accettare supinamente direttive altrui, dovrebbe far sentire la sua voce.

Vede Signor Sindaco se invece di sprecare tempo al telefono ad ascoltare le altrui direttive, leggesse qualche articolo comprenderebbe che è suo dovere, prima ancora che diritto, pretendere tamponi per i suoi cittadini, sanitari e non, che sono stati in contatto con pazienti positivi al CVD19. La invitamo ad ascoltare quanto detto dall’OMS e dal Prof. Ricciardi, consulente del Ministro per la Salute e rappresentante italiano dell’OMS, “più tamponi per arginare il contagio”.

Avrà mai il coraggio di chiedere che la Regione Molise segua queste direttive? Avrà il coraggio di alzare la testa e chiedere che vengano applicati i Decreti finora emanati? Ci ha ripetuto cosa dispone l’articolo 7 del Decreto N.14/2020, ma quel Decreto prevede che i sanitari vengano monitorati costantemente, e non certo che, dopo aver avuto contatti con persone positive, vadano in giro tranquillamente senza le protezioni che, invece, indossano in ospedale. Dovrebbe far sentire la sua autorità …perchè sa, anche la gente chiusa in casa può ammalarsi e sarebbe bello se ci fossero medici del 118 che andassero a prelevarli e, soprattutto, sarebbe giusto garantire posti letto a tutti e non costringerli all’isolamento in reparti inadeguati come è avvenuto per i contagiati della Neuromed ai quali, nonostante la stessa Neuromed avesse dichiarato di non avere un reparto di malattie infettive, è stato impedito di andare al Cardarelli.

Venafro con zero casi viene chiusa perchè?

Nei casi di emergenza si ha bisogno di un Sindaco forte, indipendente, deciso ad appellarsi alle autorità centrali se si tratta di difendere i propri cittadini. Un Sindaco così, forse perderebbe qualche appoggio politico ma avrebbe il sostegno di un popolo intero!

Non si accetta di far il Sindaco se non si è disposti ad ascoltare le voci dissonanti ma collaborative dei Consiglieri e, soprattutto, non si liquidano richieste di atti responsabili come basse speculazioni politiche. Nessuno di noi ha mai inteso fare un atto di lesa maestà ma questo Le verrà spiegato da tutti noi, nelle opportune sedi politiche”.

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