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Evidenza - 22 Marzo 2020

Covid-19, il sacrificio dei sacerdoti: dall’inizio della pandemia 39 morti

C’è, nella contabilità tragica di questi giorni amari, un dato che insieme agli altri cresce giorno dopo giorno. È quello dei sacerdoti e religiosi morti a causa del Covid -19, un demonio, verrebbe da dire, che ha assunto la forma di un virus. Sono trentanove, ad oggi, i casi registrati, a cui si aggiungono quelli di numerosi sacerdoti che attualmente risultano positivi al virus, tra cui anche il vescovo di Pinerolo, Dario Olivero, e quello di La Spezia, Luigi Ernesto Paletti. Una contabilità drammatica che ha lo stesso andamento geografico della pandemia in corso. Solo nella diocesi di Bergamo le vittime tra i sacerdoti sono 17, 6 quelli morti nella diocesi di Parma, 4 in quella di Cremona, 3 a Milano, 2 a Piacenza, 1 a Trento, e poi l’approdo al Sud con 1 morto nella diocesi di Salerno e 1 ad Ariano Irpino. A questi sacerdoti, si aggiungono poi altri 4 morti tra gli ordini monastici.

Preti e frati stanno in mezzo alla gente, recano conforto e assistenza, stanno in mezzo ai malati ai quali portano una parola buona, di fede, di speranza e, purtroppo, anche l’ultimo segno di passaggio su questa Terra. Sono quei pastori, molto cari a papa Francesco, che, come ha detto lo stesso Santo padre, portano addosso l’odore delle pecore. Proprio Francesco, nei giorni scorsi, per far sentire la propria vicinanza ha telefonato al vescovo di Bergamo, la diocesi più colpita, Monsignor Francesco Beschi.

Il Santo Padre – ha detto Monsignor Beschi – mi ha pregato di portare a tutti e a ciascuno la sua benedizione confortatrice. In modo particolare mi ha chiesto di far giungere la sua vicinanza ai malati e a tutti coloro che in diverso modo stanno prodigandosi in modo eroico per il bene degli altri: medici, infermieri, autorità civili e sanitarie, forze dell’ordine”.

Anche la Chiesa, come noto, ha assunto decisioni drastiche relative al culto, disponendo la sospensione di tutte le funzioni religiose e attrezzandosi con i mezzi che la tecnologia mette a disposizione, dai social network alla televisione, per assicurare a chi è costretto a restare a casa a poter seguire le funzioni religiose. Telemolise è in prima linea nell’assicurare la messa ai fedeli: è possibile seguirla tutti i giorni sul Canale 12, quello di Telemolise 2, alle ore 8 dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli di Colle D’Anchise, alle 11 dalla Basiclica minore di Castel Petroso e alle 17,30 dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie di Ururi. Come ha ricordato don Nicola Mattia, parroco di San Martino in Pensilis, interpretando il sentimento generale delle migliaia di sacerdoti che celebrano l’eucarestia nel silenzio: “La messa è senza il popolo ma il popolo non è senza la messa. Questa deve essere una certezza”.

Aggiungiamo noi a questa certezza le parole del salmo: “Il Signore è assiso sulla tempesta”. Il salmo dice così, parole di conforto che speriamo scaccino dal mondo questo demonio chiamato Covid – 19.

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