Il caso Neuromed, slittato anche in pagina nazionale, ha creato disagi, polemiche e allarme in Regione.
L’Istituto, eccellenza sanitaria in Molise, nonché punto di riferimento del centro sud per la neurochirurgia, registra infatti 8 casi di coronavirus tra i pazienti ricoverati. La polemica è subito scoppiata.
Se il Cardarelli è per decreto ospedale di riferimento Covid19 – dice la direzione Neuromed – è lì che devono essere trasferiti i contagiati, ma a tutt’oggi Asrem ancora non scioglie le riserve, salvo il paziente trasportato ieri.
Ma la preoccupazione massima non riguarda le circostanze amministrative bensì quelle epidemiologiche. La prima domanda, la più frequente, è quella che pongono a gran voce diverse forze politiche, in particolare il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, ossia per quale motivo siano stati isolati territori con pochi casi – come Riccia o Montenero – e Pozzilli invece non sia stata dichiarata zona rossa.
La seconda preoccupazione concerne la quantità di persone che hanno frequentato in questi ultimi 15 giorni il Neuromed, se hanno avuto contatti a rischio e se possono contribuire, in tutta la regione, a diffondere involontariamente il contagio.
Si susseguono infatti in queste ore le ordinanze e le raccomandazioni dei sindaci dei comuni adiacenti a Pozzilli di segnalare cittadini o pazienti che abbiano avuto contatti con il Neuromed negli ultimi tempi e per qualsiasi circostanza, anche solo un controllo di routine, sollecitando autoisolamento e quarantene, ma l’istituto non è solo un centro di riferimento della provincia di Isernia, dunque l’ipotesi di visite, controlli o riabilitazione a domicilio coinvolge l’intera regione Molise e anche altre confinanti.
Dal canto suo Neuromed ribadisce che sono stati effettuati tamponi anche nel reparto di Rianimazione e tutti i pazienti sono risultati negativi, mentre i positivi sono stati posti in isolamento in camere singole.
In ogni caso sin dall’esordio dell’epidemia tutti gli operatori sanitari hanno indossato i dispositivi di protezione individuale previsti per legge. Tutte le attività, conclude la direzione Neuromed, tranne quelle urgenti e non differibili, sono state sospese.
Neuromed a parte, in paese “non ci sono altri contagiati”, ha assicurato intanto il sindaco di Pozzilli Stefania Passarelli. “Con la chiusura degli ambulatori del Neuromed, Pozzilli si è svuotata. Siamo molto preoccupati, per i dipendenti e per una struttura di assoluta eccellenza”, ha concluso la Passarelli.
Quattro dei nove pazienti risultati positivi sono molisani. Gli altri cinque sono di fuori regione. E anche questo è motivo di preoccupazione.

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