La provincia di Isernia non è più un’eccezione, ha perso il primato nazionale di unico territorio provinciale immune dal contagio da Coronavirus.

Due i casi, a Pozzilli e a Filignano, confermati entrambi dai tamponi effettuati al Cardarelli. Il primo riguarda un anziano paziente del Neuromed di Pozzilli, non molisano, di 83 anni, con diverse patologie, ricoverato nel reparto di Neuroriabilitazione. Il Neuromed ha predisposto l’isolamento del paziente e ha intrapreso tutte le azioni previste per la verifica di eventuali altri contagi tra i ricoverati nello stesso reparto e i sanitari che hanno avuto contatti con l’anziano. Neuromed ha dichiarato di aver fatto effettuare i tamponi a tutti e di essere in contatto costante con l’Asrem per il monitoraggio della situazione e per la messa in atto di eventuali ulteriori iniziative. Questo a Pozzilli, dopo poche ore è arrivata la seconda notizia di un altro contagio a Filignano, riguarda un neurochirurgo di circa sessanta anni di origine campana anche lui, ma filignanese d’adozione, in quanto risiede da anni con la sua famiglia nel paese molisano da dove si sposta per lavorare in cliniche di fuori regione. Il medico i primi di marzo sarebbe stato in vacanza in Trentino e probabilmente potrebbe aver contratto il virus proprio lì oppure presso una delle strutture sanitarie dove lavora.

E passiamo a qualche notizia più positiva. La prima è che è risultato negativo il tampone della anziana di Agnone ricoverata d’urgenza al Cardarelli di Campobasso, la seconda notizia è quella dell’azienda Spinosa che, non solo sta lavorando alacremente per realizzare il settore per i ricoveri da Coronavirus al Veneziale di Isernia, ma che sta anche provvedendo, attraverso una sua donazione a dotarlo delle attrezzature necessarie. In particolare sei sanificatori di ambiente e due di superfice, destinati ai reparti di Terapia Intensiva e Pronto Soccorso; un elettrocardiografo per la Terapia Intensiva e un videolaringoscopio.

E chiudiamo con un’altra notizia positiva, sempre da Isernia, quella di Modimpresa, che prendendo al balzo l’idea del presidente del tribunale Di Giacomo, ha riconvertito la sua produzione garantendo la realizzazione di diecimila mascherine al giorno, distribuite in lotti da cinquecento pezzi ciascuno.

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