Consigli ai nipoti di tutto il mondo per la quarantena del coronavirus. Tullio Farina lancia un appello in questo periodo di emergenza. “Quando ero bambino – scrive Farina – più volte ho ascoltato e letto la favola di Cappuccetto rosso, mandata da sola in mezzo al bosco dalla madre a trovare la nonna debole e malata per portarle una focaccia fresca. Oggi, ahimè, questa favola non solo è passata di moda, ma non si pratica nemmeno più. Ed infatti pochi sono i nipoti che si ricordano dei nonni o peggio ancora molti sono quelli che li considerano solo un bancomat quando essi percepiscono la loro pensione.  In questo particolare momento caratterizzato dal coronavirus è pur vero che non si può uscire di casa, ma è altrettanto vero che i nuovi mezzi di comunicazione, come i cellulari, sono a disposizione di tutti, anche dei bambini delle scuole elementari, per cui risulterebbe   facile contattare i nonni, soprattutto quelli che stanno soli e si sentono abbandonati. Ed allora perché nel corso della giornata non si pensa di chiamare i nonni per telefono per chiedere loro come stanno e per intavolare con loro una discussione che non li faccia sentire esclusi dal mondo?  Sarebbe per loro una gradita sorpresa. Al contrario, si assiste che il telefonino lo si utilizza per messaggi più strani, per telefonate di ogni genere, ma non per chiamare i nonni soli, la cui solitudine è aggravata dalla quarantena virale. E pure tra i nonni e i nipoti che un legame speciale che travalica quello tra figli e genitori. Ricordo che quando nacquero i miei figli il rapporto tra me e i miei genitori modificò di molto, perché la loro attenzione e il loro affetto si riversò interamente su di loro, tant’è che molti oggetti come, ad esempio, i telefonini, il motorino, che io non ritenevo ancora adatti alla loro età glieli comprarono loro ed io dovetti accettare la loro decisione per non mortificarli. I nipoti rappresentano l’immortalità per i nonni   perché questi ultimi vedono continuare in loro il percorso della vita. Pertanto sarà bene che tutti i nipoti, soprattutto quando crescono tengano ben presente questo legame speciale che li unisce. In modo particolare è importante in questo periodo di forzato isolamento chiamare i nonni, quando si è impossibilitati ad andare a trovarli, anche per un supporto psicologico perché si sa che sono proprio gli anziani i soggetti a rischio per la diffusione del micidiale virus. D’altra parte la solitudine è un pericolo micidiale per tutti. Non vi è mai capitato che un nonno o una nonna abbiano telefonato a casa per chiedere se qualcuno avesse chiamato perché non avevano fatto in tempo a rispondere a telefono? Orbene quella è stata una grossa bugia che hanno detto perché in verità è loro che hanno chiamato per intavolare una discussione per non sentirsi soli. Perciò, cercate di anticiparli, chiamateli anche per pochi minuti, chiedete loro come stanno, prendeteli anche in giro scherzosamente perché saranno contenti di parlare con voi. Molti staranno sicuramente intorno al focolare come i due tizzoni di legna che ardono per riscaldarli, riscaldateli invece con le vostre parole che accenderanno in loro il vero calore dell’anima. Il mio non è ovviamente un discorso personale ma è generico è rivolto a tutti, proprio a tutti senza alcuna distinzione. Fate in modo che la vostra vita non sia come dice Francesco Iovine nel romanzo “Signora Ava” il nostro lungo errore, una vita piena di rumori, di urla, di risa, di vanità in una parola di delusione. La vita è come una ruota panoramica in un attimo si è in alto e ci sembra di toccare il cielo e subito dopo si è nel punto più basso di essa e spesso, per ironia del destino, restituisce ciò che riceve. Prima o poi anche voi diventerete nonni. Con amore, Tullio Farina”.

Potrebbe interessanti anche:

Bojano – Movida, pugno di ferro dei carabinieri: scattano le denunce

Carabinieri in azione per garantire il rispetto delle regole, nel fine settimana. Gli uomi…