Emergenza Coronavirus. Non ci sono più posti nei reparti di terapia intensiva degli ospedali della Lombardia e partono i trasferimenti dei pazienti gravi in altre regioni. Tra i 40 che necessitano della ventilazione polmonare, dislocati nelle altre regioni, due hanno trovato posto al Cardarelli di Campobasso, così come ha annunciato il presidente della Lombardia Fontana in conferenza stampa.
“Una solidarietà necessaria, questa” ha detto il presidente della regione Donato Toma, che genera reciprocità e sussidiarietà ove mai accadesse a noi di aver bisogno di posti letto”.
È infatti sempre più vicino il punto di non ritorno se i pazienti che entrano nei reparti lombardi sono superiori a quelli che vengono dimessi.
Per ora è questa la soluzione individuata in attesa di verificare come evolverà la mappa del contagio a livello nazionale.
In Molise si registra una situazione stabile per numero dei pazienti, diciassette in tutto, anche se il quadro si è aggravato per una donna per la quale è stato necessario il trasferimento da malattie infettive alla terapia intensiva del Cardarelli.
Positivo al tampone anche un molisano di 65 anni residente in Provincia di Pescara. In Abruzzo sono venticinque i nuovi casi rilevati.
E anche alla vicina regione Abruzzo il Molise ha offerto aiuti, ricordando peraltro la disponibilità ottenuta dal pronto soccorso di Vasto in seguito alla chiusura del San Timoteo di Termoli.
Nelle ultime ore sono stati processati 80 tamponi provenienti da Pescara che l’ospedale da solo non riusciva ad evadere.
Intanto, continuano gli interventi di sanificazione del San Timoteo di Termoli. E’ vicina, dunque, come evidenziato anche dal direttore generale della Asrem, Oreste Florenzano, la riapertura dell’unico ospedale del Basso Molise in attesa di capire cosa succederà per quelli di Larino e Venafro.
Nei giorni scorsi il presidente della regione, Donato Toma, ha avanzato la proposta di poter riattivare il Vietri e il Santissimo rosario, per gestire un eventuale incremento dei casi in Molise dove per ora il contagio è contenuto, e il progetto sta andando avanti.  “In caso tuttavia si presentasse una necessità immediata” ha tenuto comunque a specificare Toma in una intervista rilasciata all’agenzia adn Kronos, “siamo anche preparati ad approntare sui due piedi ospedali da campo di tipo militare – senza però per questo fermare il progetto di utilizzo delle due strutture di Larino e Venafro”.

 

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