Uno dei detenuti in rivolta è stato ripreso mentre era quasi riuscito a fuggire, ma il carcere di Isernia, tra ieri sera e questa notte, ha rischiato davvero di andare a fuoco, oltre che un’evasione di massa, sulla stregua di quanto accaduto a Foggia.

Motivo scatenante della rivolta lo stop alle visite parenti per l’emergenza Coronavirus. Fortunatamente la situazione di Isernia è decisamente diversa con soli 64 detenuti, per cui il contenimento delle Forze dell’Ordine che, in massa, sono accorse, circondando tutto il carcere ha funzionato, impedendo una fuga di massa, ma convincere i detenuti a rientrare nelle celle è stata un’ardua impresa, affidata alla diplomazia del procuratore capo Fucci, che ha condotto in prima persona la trattativa garantendo che i colloqui con i parenti sarebbero continuati anche con altre modalità.

Sul posto anche il questore Pellicone impegnato nel coordinamento di tutte le Forze dell’Ordine accorse in massa insieme ai vigili del fuoco, intervenuti per spegnere l’incendio di materassi e suppellettili appiccato dai detenuti al centro del cortile.

La rivolta era scoppiata al momento di rientare dall’ora d’aria, i detenuti si sono rifiutati di rientrare nelle celle, ammassando materassi e suppellettili al centro del cortile e appiccando il fuoco, immediato l’intervento dei carabinieri che hanno creato una doppia cintura all’interno e all’esterno del carcere.

Sul posto anche le Fiamme Gialle, chiamate a dare una mano ai carabinieri e agli uomini della questura, blindando letteralmente tutto il perimetro di ponte san Leonardo.

Potrebbe interessanti anche:

Sanità, sulle partite iva scede in campo la Fials: “Intervenga il Parlamento”, chiede il sindacato

Il tema delle assunzioni rappresenta la questione centrale del sistema sanitario regionale…