La chiusura della Unilever di Casalpusterlengo – dove lavora il paziente numero uno di Codogno, la zona più contagiata dal coronavirus – indirettamente dà una mano stabilimento di Pozzilli. Almeno per qualche mese la produzione di detersivi in Molise dovrebbe andare avanti regolarmente. Ma di certo non è questa la soluzione al problema. Appena possibile bisognerà concretizzare alcune delle proposte scaturite dall’incontro al ministero dello Sviluppo economico tra i sindacati, la Regione e la proprietà. Emergenza coronavirus permettendo, il nuovo piano industriale da parte della multinazionale dovrebbe essere presentato al più tardi tra un paio di mesi. Per ora le proposte sul tavolo sono queste: per quanto riguarda i prodotti per l’igiene della casa saranno valutati possibili investitori terzi e la produzione per altri clienti esterni alla Unilever. Invece per la linea dedicata all’igiene della persona si pensa di aggiungere altri prodotti che attualmente non sono nel portafoglio. Tra le ipotesi in campo anche la possibilità di riconvertire lo stabilimento puntando sulla plastica green, ossia la plastica riciclabile. Per i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil si può fare – eventualmente combinando le tre proposte tra loro – ma a patto che vengano salvaguardati gli attuali livelli occupazionali. Più critica la posizione della Fialc-Cisal: queste proposte – e in particolare la riconversione dello stabilimento alla plastica green – potrebbero rappresentare il classico cavallo di troia. Preoccupazione è stata espressa anche dal Comitato Indotto, in campo per chiedere di essere convocato ai prossimi incontri per conoscere le possibili conseguenze del nuovo piano sugli oltre 200 lavoratori delle aziende esterne che oggi collaborano con lo stabilimento di Pozzilli.

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