Per il Molise questo è il momento cruciale per il contenimento del contagio del Coronavirus. In meno di una settimana, siamo passati da zero contagiati al numero provvisorio di 14 concentrati, per la gran parte, nella zona del Bassomolise. Tra questi ci sono anche diversi casi tra gli operatori sanitari.

La situazione è seria e bisogna fronteggiarla seriamente, soprattutto nella zona bassomolisana, dove dopo la chiusura dell’ospedale di Termoli, il Pronto Soccorso di Vasto sta funzionando in condizioni di emergenza, mentre l’ospedale di Foggia, indicato come possibile alternativa, non accetta più trasferimenti dal Molise. Insomma, oggi quella di Termoli-Larino è zona davvero a rischio, pensando non solo al Coronavirus ma anche alle altre patologie, come quelle cardiocircolatorie o cerebrali.

Per questo nelle ultime ore sta guadagnando consensi l’ipotesi di riaprire subito il Pronto Soccorso del Vietri di Larino. Ospedale che haanchestanze singole fornite di attacchi per l’ossigenazione e per i macchinari, mentre c’è ancora gran parte del laboratorio analisi e tutto ciò che serve per le cure, senza dover ricorrere a strutture nelle tende. Anche il sindaco di San Giuliano lancia un appello. Giuseppe Ferrante chiede che si prenda subito in seria considerazione la riapertura dell’ospedale di Larino, Punto di Primo Soccorso per tutta la popolazione del basso Molise, soprattutto alla luce della chiusura del San Timoteo di Termoli. Non posso non ricordare, dice il sindaco, come durante l’emergenza del terremoto di San Giuliano di Puglia, l’ospedale di Larino abbia rappresentato il Punto di riferimento dove confluivano i superstiti di quella emergenza e dove si è riaccesa la speranza per la vita di tanti bambini.

EGiuseppina Occhionero di Italia Viva incalza, rilanciando l’idea di riaprire gli ospedali non solo di Larino, ma anche di Venafro e Agnone.

“Lo si può fare – dichiara – rimanendo sempre in contatto con le esigenze che in questo momento hanno sotto controllo la Protezione Civile Regionale e Nazionale e tenendo conto delle reali necessità che verranno a crearsi in base al numero dei contagi presenti in regione. Riqualificando con corsi appositi medici e infermieri. Programmare e riaprire subito tutti gli ospedali della Regione è quanto mai necessario. Per contenere il virus – chiude la Occhionero – e anche per pensare a un futuro con al centro la sanità pubblica”.

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