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Apertura - Attualità - Editoriali - Evidenza - 7 Marzo 2020

Coronavirus, la priorità è aumentare i posti di terapia intensiva

di Manuela Petescia

Direttore di Telemolise

 

In un articolo comparso su Repubblica, a firma di Paolo Brera, si parla del coronavirus nel Sud.
«Se il virus sfonda al Sud l’Italia è in ginocchio», scrive il giornalista, riportando tra l’altro una riflessione del presidente nazionale dell’ordine dei medici, Filippo Anelli, che punta il dito proprio sulle carenze sanitarie strutturali e di personale medico in Molise.
«Se arranca la Lombardia, che non ha fatto tagli nei posti letto e ha il rapporto tra popolazione e ospedali maggiore d’Italia» dice Filippo Anelli, «figuriamoci cosa può succedere al Sud, dove abbiamo enormi svantaggi in termini di attrezzature e di personale. E non parliamo del Molise, dove la situazione in termini di personale e strutture è drammatica: serviranno ospedali da campo, dobbiamo utilizzare la sanità militare oltre a quella convenzionata»».
La circostanza che il Molise sia la Regione più carente d’Italia a livello di strutture sanitarie pubbliche, posti letto e reparti pronti a fronteggiare l’emergenza ha ragioni diverse e non è certo questo il momento di perdersi in discussioni.
Basti ricordare che nei Programmi operativi straordinari POS 2015-2018 i posti letto complessivi in Molise sono stati ridotti di 240 unità, corrispondenti al 3, 1 posti letto ogni mille abitanti, ossia al di sotto del dato nazionale (che è di 3,7 posti letto ogni mille abitanti), quando per l’assenza assoluta di presìdi sul territorio il Molise avrebbe dovuto pretendere in deroga percentuali più alte.
E un giorno qualcuno presenterà il conto a chi ci ha ridotti in questo stato, a cominciare dalla sfilata di commissari per la sanità giunti nella nostra terra solo a rastrellare lauti compensi, visto che la loro presenza non sembra sia servita granché.
Ma in questo momento la caccia al colpevole non è utile, anzi devia ulteriormente l’attenzione da quello che in Molise andrebbe organizzato con la massima urgenza.
Il Covid 19 si sta sviluppando con una velocità superiore al previsto e in Italia le persone ricoverate in terapia intensiva sono cresciute a livelli esponenziali. Il vero allarme del coronavirus dunque – e finalmente lo si è riusciti a comprendere – non è l’elevata mortalità, ma l’elevato numero di pazienti che necessitano di assistenza respiratoria.
La carenza di reparti e di posti letto in terapia intensiva e l’esiguità del numero di macchinari per la respirazione assistita appare perciò il principale problema da risolvere e nei tempi più celeri possibile: in parole semplici in Molise è necessario aggiungere posti di terapia intensiva e reclutare personale sanitario in grado di gestirli.
E non bisogna attendere che scoppi il caso, anzi, la speranza è che quei posti aggiuntivi non servano proprio a nessuno.
Ad evitare però che all’improvviso, come è già accaduto altrove, entrino in situazione critica dieci persone contemporaneamente e solo allora – quando cioè qualcuno muore – la macchina sanitaria regionale si ponga il problema.

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