Home Attualità Un pezzo pregiato di Molise al Festival del Cinema di Berlino: Elio Germano miglior attore
Attualità - Cultura - Evidenza - QD - 1 Marzo 2020

Un pezzo pregiato di Molise al Festival del Cinema di Berlino: Elio Germano miglior attore

C’è un pezzo pregiato di Molise tra i premiati al Festival del Cinema di Berlino. E’ Elio Germano, Orso d’Argento, miglior attore, per la superba interpretazione di Antonio Ligabue in Volevo Nascondermi di Giorgio Diritti. Film la cui uscita a fine febbraio è stata spostata a causa dell’emergenza Coronavirus.
L’attore di origini molisane, di Duronia, e molto legato alla nostra regione, ambasciatore del Molise nel mondo, ci ha sempre abituati a parti importanti, in cui entra totalmente nel personaggio che interpreta; diventa il personaggio: fisico, anima e cuore. Come ha fatto con Leopardi, nel “Giovane favoloso”, o sul piccolo schermo con uno strepitoso omaggio a Nino Manfredi. Lui, nato a Roma, dove vive da sempre, dieci anni fa fu miglior attore a Cannes, con “La nostra vita”, ha in bacheca David di Donatello e ora anche il prestigioso Orso d’Argento. E’ tra i talenti più puri del cinema italiano e internazionale. Poliedrico, capace di recitare anche in dialetto, come ha fatto in Volevo nascondermi, impastando la parlata della bassa reggiana con frasi tedesche (essendo Ligabue vissuto in Svizzera nella prima tormentata parte di vita).

Germano è stato capace di catturare le movenze, la fisicità, la follia, la tenerezza, la sofferenza umana e artistica sopra le righe di un genio infelice, di “Toni al mat”, come chiamavano Antonio Laccabue, in arte Ligabue, tra Guastalla, Gualtieri e Reggio Emilia, dove sfrecciava con la sua Moto Guzzi rossa e dove ha dato vita ai suoi capolavori. Germano ha dato voce e corpo a questo visionario e straordinario pittore, per molti naif, il Van Gogh italiano, in realtà unico, capace di raccontare con schiettezza, attraverso metafore di colori potenti, animali e piante, quella vita e realtà da cui ha ricevuto tante bastonate sin da piccolo. Le motivazioni per l’Orso d’Argento a Elio Germano sono state chiarissime: “Per il suo straordinario lavoro nel catturare sia la follia esteriore che la vita interiore dell’artista Toni Ligabue”. L’attore ha ringraziato il regista e chi ha lavorato al film, poi la dedica: “A tutti gli storti, tutti gli sbagliati, tutti gli emarginati, tutti i fuori casta e ad Antonio Ligabue, alla grande lezione che ci ha dato, che è ancora con noi, che quello che facciamo in vita rimane. Lui diceva sempre ‘Un giorno faranno un film su di me’, ed eccoci qui”.
E ci piace pensare che anche Flavio Bucci, altro immenso interprete di Ligabue in tv e altro attore di origini molisane, scomparso da poco, ovunque sia, sorrida e goda, magari con la faccia furba di Don Bastiano nel “Marchese del Grillo”, per questo premio che parla anche molisano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessanti anche:

Torna domenica 12 luglio “Musica in Città” in Villa De Capoa a Campobasso

Dopo l’apprezzatissimo debutto di domenica scorsa, torna in Villa De Capoa a Campoba…