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Apertura - Attualità - Evidenza - QD - 19 Febbraio 2020

Seggio alla Camera, Pietracupa fa ricorso

I Grillini nel 2018 avrebbero maturato in Molise il diritto a un quinto seggio, nel proprorzionale alla Camera, ma non essendoci un quinto candidato, l’Ufficio Circoscrizionale, invece di attribuirlo alla Testamento, per scivolamento, lo ha trasferito alla circoscrizione pugliese, facendo erroneamente scattare un seggio in più per il Movimento Cinque Stelle in Puglia. È la tesi portata avanti nel ricorso presentato da Mario Pietracupa, candidato molisano di Forza Italia. A due anni dal voto delle politiche, la Giunta per le Elezioni della Camera ha sul tavolo decine di ricorsi da valutare e la vicenda del candidato molisano è al centro di un rebus procedurale, di assegnazione di seggi, che rimbalzano tra uninominale e proporzionale. Una vicenda che tira in ballo altri tre candidati: Giuseppina Occhionero, eletta nella lista LeU, poi passata in Italia Viva, Antonio Federico, candidato per il Movimento 5 Stelle nel collegio uninominale del Molise-Campobasso, proclamato eletto; infine Rosa Alba Testamento, anche lei candidata Grillina nel collegio uninominale del Molise-Isernia e eletta. Pietracupa, risultato il primo dei non eletti nel collegio uninominale, ricorre alla Giunta segnalando come Federico e Testamento siano stati candidati anche nell’unico collegio plurinominale molisano, determinando un’illegittima applicazione della legge elettorale. Rispetto al seggio assegnato alla Occhionero e rivendicato da Pietracupa, viene contestato il fatto che ci sia stato un erroneo ‘slittamento’ del seggio uninominale della lista del Movimento 5 Stelle dal Molise alla Puglia, determinato dai calcoli errati effettuati dall’Ufficio elettorale centrale nazionale. Nella vicenda Pietracupa entrano in campo tanti uffici. Da prima l’Ufficio Centrale Circoscrizionale presso la Corte di Appello di Campobasso, che, secondo il ricorrente, invece di attribuire il seggio del collegio uninominale al primo dei non eletti, come previsto dalla norma, lo ha attribuito nell’ambito del collegio proporzionale. Non solo: Pietracupa si rivolge all’Ufficio Elettorale Circoscrizionale per la Camera, che gli rifiuta l’accesso agli atti. Poi l’Ufficio Centrale Circoscrizionale presso la Corte di Appello di Campobasso gli risponde che non gli verrà concessa l’assegnazione del ‘seggio residuo’ della circoscrizione, rilevando che i due posti uninominali sono stati già incontestabilmente assegnati ad altri candidati. Quanto a quello unico del collegio plurinominale, l’Ufficio fa sapere a Pietracupa che non può disattendere la comunicazione dell’Ufficio nazionale sull’attribuzione del seggio e della lista nel collegio plurinominale.
Un vero rebus che finisce sul tavolo della giunta di Montecitorio. Una legge elettorale per lo meno contraddittoria, per fare un esempio, chi è stato candidato all’uninominale blindato, è stato messo poi nel proporzionale. Nel caso delle donne, poi, per rispettare la parità di genere, è stato permesso lo slittamento. Proprio quello che – per il ricorso Pietracupa – avrebbe dovuto far scivolare la Testamento al Proporzionale, permettendo così la sua elezione all’Uninominale, invece di far passare l’ulteriore seggio maturato dai Grillini alla circoscrizione pugliese.

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