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Attualità - Evidenza - QD - 15 Febbraio 2020

Giustizia, Giachetti: “Norma prescrizione è incostituzionale”

 

La riforma Bonafede al centro del dibattito politico e giuridico. Le proteste degli avvocati all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Il tema giustizia è quanto mai delicato. A Campobasso, in un incontro, se ne è parlato alla luce delle ultime novità, delineando prospettive e affrontando i problemi. L’evento è stato organizzato dall’Ordine degli avvocati del capoluogo, dalla Camera penale del Molise e dalla Scuola Forense. Sono intervenuti il presidente dell’Ordine di categoria Giuseppe De Rubertis, quello della Scuola Forense Nicola Lucarelli e Mariano Prencipe presidente della Camera penale distrettuale di Campobasso. Ospite dell’incontro, l’ onorevole di Italia Viva Roberto Giachetti, accompagnato dalla rappresentante molisana in parlamento del partito renziano Giuseppina Occhionero.

“Con il provvedimento approvato in Cdm – ha detto Giachetti andiamo incontro ad una involuzione della giustizia per quanto riguarda la prescrizione. Per la riforma del processo penale dobbiamo vedere ancora la proposta, perche’ nessuno l’ha vista ancora. Dobbiamo vederlo per giudicarlo. Cosi’ si mettono in crisi decenni di civilta’ giuridica di questo paese che combatteremo fino alla fine. La proposta del Presidente del Consiglio – ha aggiunto – rende incostituzionale due volte un provvedimento che era quello della sospensione di prescrizione perche’ distingue tra coloro che in primo grado sono giudicati colpevoli e innocenti, dimenticando che si e’ innocenti fino il terzo grado di giudizio. Quindi, qualunque intervento che apre una distinzione, ovviamente e’ incostituzionale. D’altra parte, con i provvedimenti del ministro Bonafede siamo abituati all’incostituzionalita’”.

Il parlamentare di Italia Viva ha poi risposto anche a domande sul ruolo del partito nel Governo.

“Questo Governo -ha spiegato Giachetti – noi lo abbiamo fatto. Infatti, se non ci fosse stato Renzi non ci sarebbe stato Conte a fare il presidente del Consiglio. Abbiamo anche chiarito che non siamo sudditi bensi’ alleati; se si pensa di essere a scuola e per questo di metterci dietro la lavagna, allora e’ ovvio che qualcuno deve cambiare mestiere e non fare il presidente del Consiglio. Con questo – ha concluso – ci si metta all’opera per risolvere i tanti tavoli aperti e si trovi la soluzione per far risalire la china a questo Paese che sta precipitando. Abbiamo garantito la maggioranza anche durante la manovra economica e, per quanto ci riguarda, siamo disponibili al confronto e alla sintesi. Va da se, pero’, che se si fanno forzature risponderemo con relative forzature”.

Di red 7

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